Pochi voti per Canepa «Difficile scalfirli»
Amorese (FdI): «Il mio partito ha triplicato i consensi, ma dovremo analizzare le motivazioni della sconfitta»
massa
«Mancò la fortuna, non il valore». Con queste parole un amareggiato Emanuele Canepa, capolista in quota Lega, si appresta a commentare i risultati elettorali, una doccia fredda che ha smontato gli entusiasmi del centrodestra toscano. In effetti, per tutta la campagna Susanna Ceccardi ed i suoi alleati non hanno mai nascosto un certo ottimismo; la partita era considerata aperta, in tanti ci credevano, ed al massimo lo scarto finale si sarebbe basato su qualche punto percentuale: «Ciò che mi stupisce è il dato regionale, di gran lunga oltre le aspettative. Pensavo che avremmo vinto, o perso, per due o tre punti».
Invece le cose sono andate diversamente. Per Canepa, noto alla politica locale per aver rinunciato al posto di consigliere comunale quando la moglie, Veronica Ravagli, fu nominata assessore della giunta Persiani, tanta amarezza, ma nessun rimpianto: «Sono sicurissimo di quello che ho fatto, e di più non potevo fare. Anche gli altri nostri candidati si sono spesi tanto. Sono curioso di fare il conto delle preferenze per capire dove sono arrivato. Del resto ci siamo trovati con 200 carri armati contro qualcuno che ne aveva 5000. Purtroppo era difficile scalfire il sistema».
Alessandro Amorese invece, capolista di Fratelli d’Italia, vede il bicchiere mezzo pieno, almeno per il suo partito: «Mancano ancora i dati per fare un commento politico compiuto, però possiamo fare qualche osservazione. A livello politico possiamo dire che per Fratelli d’Italia è stata una vittoria; abbiamo triplicato se non di più i consensi, passando dal 4% delle comunali al 14 di queste regionali. Ciò significa che il lavoro sul territorio paga».
Un altro segnale, sebbene ancora parziale, arriva dalla nostra provincia, e specialmente da Massa: «Da noi il centrodestra tiene, e questo è un buon segnale per l’amministrazione». Anche per Amorese nessun rimpianto: «Questa è stata la mia campagna elettorale più bella. Abbiamo parlato di cose concrete, siamo andati nei quartieri ed abbiamo incontrato le categorie». I due capilista tuttavia trovano diverse ragioni per motivare la sconfitta. Per Canepa la “chiamata alle armi” contro il centrodestra è stato l’argomento «che ha contato più di tutti. Di là c’era tanta paura, hanno vinto grazie alla campagna anti-centrodestra, e solo grazie a quello. Si è trattato di un puro voto ideologico, mentre noi abbiamo presentato un programma concertato con le realtà locali». Amorese invece non si sbilancia ancora sulle ragioni della sconfitta: «Sono varie e vanno analizzate nei prossimi giorni. Certo è che vincere in Toscana significava vincere in certe realtà come Firenze e Prato dove il peso dell’elettorato è preponderante. Era complicato, ma non impossibile. Tuttavia in quei territori siamo andati maluccio, e bisognerà capire il motivo». —
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