Il Tirreno

l’analisi dei dati 

In Provincia avanti Ceccardi, segnale forte: abbiamo bisogno di più attenzione

Bene il Pd e la Lega, forte crescita di Fdi, Italia Viva a meno del 7%. A Carrara crollano i 5 Stelle, sotto il 10%

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Massa-Carrara

In provincia - con l’affluenza che si ferma al 54,7% - il centrodestra trascinato dalla Lega e da Fdi è in leggero vantaggio rispetto a Giani, almeno alle 23; non vince, a livello regionale, ma certo, il balzo rispetto alle precedenti consultazioni regionali c’è. Giani regge il confronto a Massa-Carrara soprattutto per il Pd, che ha saputo fare una campagna elettorale vecchio stile, capillare: un risultato lontano dall’exploit delle regionali del 2015, quando in provincia raggiunse il 42,16, ma ben superiore al 21,29% della Camera di appena due anni fa. Italia Viva? Ha portato un contributo di poco meno del 5,5%, in provincia, ma si è fatta sentire soprattutto in Lunigiana (vedi il caso Pontremoli, dove Giani ha battuto la Ceccardi, e Cosimo, grazie anche alla Cavellini, con Iv ha “vinto” il derby con il fratello Iacopo di Fi, seppure per poco).

Avanti la Ceccardi insomma, seppur di poco, e quindi l’impressione netta che ne deriva è che da Massa-Carrara il segnale non può essere ignorato: la provincia chiede, anzi, reclama più attenzione dal governo regionale. L’ultimo caso, la vicenda del ponte di Albiano che grida vendetta, con i tronconi spezzati ancora sul letto del fiume.

La prima lettura che ci sembra di poter dare è quindi questa: secondo gli apuani, serve il cambio di passo, uno scatto. Eugenio Giani da presidente del consiglio regionale è stato più volte in provincia, conosce le problematiche, è un politico esperto. Dovrà garantire più attenzione, più concretezza, più vicinanza. Magari con un assessore, come il re delle preferenze Giacomo Bugliani, trascinatore del Pd. Un discorso a parte per Carrara. È vero che i 5 Stelle hanno fatto poca o niente campagna elettorale per le regionali, ma certo, non raggiungere neppure il 10 per cento, per un partito che da tre anni e qualche mese è al governo della città con un monocolore, significa una sola cosa: che il Movimento nella città del marmo non ha più presa. Il crollo a Carrara è impressionante, dal 23% delle comunali, al balzo delle politiche 2018 con il 33,4, al poco meno del 10% adesso.

E il capoluogo? A Massa la Lega cresce sia rispetto alle comunali che alle politiche, si attesta sopra al 21%; sale molto Fratelli d’Italia, quasi al 14%, con i berlusconiani che invece sono al 5,6. La giunta Persiani, in una Massa in cui il centrosinistra dà segnali di ripresa, non esce ridimensionata dal voto regionale; il centrodestra apuano non avrà rappresentanti in Regione e non è escluso che il risultato di Fratelli di Italia si faccia sentire sugli equilibri politico-amministrativi: Alessandro Amorese di Fdi conquista in provincia 2.002 preferenze e Matteo Mastrini di Forza Italia (che ha surclassato il capolista Benedetti) ben 3.419. Entrambi battono il capolista della Lega Emanuele Canepa (1.610 preferenze). Una riflessione sulla scelta dei candidati, in casa del centrodestra, dovranno pur farla. — Massimo Braglia

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