Partite pregresse, Gaia perde causa contro un’utente
Una donna si era trovata le voci di pagamento su una bolletta e aveva deciso di non pagarle Per il giudice sono soggette ai termini di prescrizione
Vittoria in tribunale per una donna che ha citato in giudizio Gaia per alcune voci, le cosiddette “partite pregresse”, che si è trovata in bolletta e che riteneva di non dover pagare. Il giudice di pace di Massa, Alfredo Bassioni, ha ritenuto valida la sua contestazione condannando il gestore idrico al rimborso delle somme pagate per evitare il distacco dell’utenza oltreché al pagamento delle spese processuali.
Si tratta di una vittoria che arriva dopo due sconfitte in tribunale, per la medesima questione, già sollevata di fronte al giudice di pace e al tribunale di Lucca dall’avvocata Francesca Galloni di Confconsumatori, alla quale si sono rivolti diversi consumatori non disposti a pagare le partite pregresse. Una battaglia sui costi del consumo che parte da lontano, arrivando nei tribunali come ulteriore tappa di rivendicazione da parte dei consumatori, delle associazioni e dei movimenti sui costi delle bollette.
Le partite pregresse vengono definite sul sito di Gaia come un «adeguamento tariffario, a seguito delle analisi degli investimenti realizzati, dei costi di gestione, dei mutui pendenti e dei ricavi dello stesso. Sulla base di questi fattori viene quantificato l'ammontare». Secondo Gaia questi costi sono autorizzati dall’Autorità nazionale
Dopo dunque le due sconfitte di Lucca, arriva la causa di Pontremoli a modificare lo scenario. Per la prima volta il giudice di pace locale ha dato ragione al consumatore sulle partite pregresse
Una signora infatti ritiene di aver pagato ingiustamente delle voci in bolletta. La tesi di Galloni, accolta dal tribunale, è che gli importi chiesti in bolletta sono prescritti per quanto riguarda gli anni che vanno dal 2006 al 2010. Questi costi infatti erano stati autorizzati sulle bollette dal 2015 e dunque, per il principio che nel contratto di somministrazione la prescrizione dura cinque anni, la difesa della donna ha sostenuto che le partite pregresse si potevano chiedere a partire dal 2010 in poi e non prima.
«Cosa che invece ha sempre fatto Gaia - spiega l’avvocata Galloni - che le ha sempre fatte pagare a partire dal 2006».
L’azienda con ogni probabilità ricorrerà contro la decisione al tribunale di Massa, ma un’eventuale nuova pronuncia favorevole alle ragioni dei consumatori aprirebbe uno scenario nuovo. Non sono pochi infatti essersi rivolti all’associazione dei consumatori per provare a fare causa a Gaia sulle partite pregresse.
La donna aveva pagato la bolletta decurtando però la cifra di 13 euro, le partite pregresse appunto, che riteneva illegittime comunicandolo via fax a Gaia. Che a quel punto mandava una lettera di messa in mora. Il giudice però ha ritenuto che quelle voci devono «essere considerate prescritte integralmente, trattandosi di componenti alla tariffa relativi a canoni idrici soggetti al termine di prescrizione quinquennale». —
