«Gli animali possono entrare ma secondo regole precise»
massa. La gattina è mite. Così mite che qualcuno, notandola fuori dall’ingresso del pronto soccorso, le apre la porta.
Giuliano Biselli, direttore sanitario dell’ospedale, sa bene che quella micia si è fatta vedere più volte e sa pure che non ha mai dato - parole sue - alcun fastidio. Spiega però che il piccolo felino, da solo, non accompagnato e senza una certificazione veterinaria che ne provi la piena salute, in ospedale non può proprio entrare: «Abbiamo un regolamento - motiva - che disciplina l’accesso degli animali. Perché possano entrare è necessario che siano accompagnati e che venga esibita una recente certificazione del veterinario sullo stato di salute dell’animale».
Insomma, una persona ricoverata che chieda di vedere il suo cagnolino o la sua gattina, può farlo, ma alla condizioni previste dal regolamento. Condizioni che la micia che frequenta il pronto soccorso non rispetta: «Un gatto libero in ospedale non può starci- chiarisce il direttore. Non è possibile per comprensibili motivi igienico-sanitari e di sicurezza e perché potrebbe creare problemi di allergie». La micia, però, in pronto soccorsi si fa beccare e Biselli non lo nega, ma assicura che la direzione sanitaria ha fatto tutto il possibile: «Per ben tre volte siamo intervenuti, abbiamo chiamato i veterinari e abbiamo fatto trasferire l’animale al gattile. La proprietaria però va a riprenderla, la riporta a casa e la gatta torna a muoversi liberamente. Sensibilizzo la padrona a vigilare sulla gattina». Sì perché - chiarisce Biselli - non si tratta di un randagio: «La gatta ha una padrona che abita nelle vicinanze dell’ospedale e che noi abbiamo già contatto spiegando che l’animale non può essere messo nelle condizioni di raggiungere liberamente il pronto soccorso». Intanto la micia si è già conquistata un nutrito fan club, attivo sui social e certo che il problema della sanità apuana davvero non sia quella gattina. —
