«La Carlo Sforza è un orgoglio» Storia della loggia massese
L’architetto Claudio Palandrani fa parte della “Carlo Sforza” nata in città nel 1946. Per entrare bisogna «esserne degni e avere libertà mentale»
massa
E’ affascinante la storia delle logge massoniche a Massa, che nel primo dopoguerra, siamo nel 1946, erano popolate per lo più dagli ex partigiani. Infatti, la prima loggia moderna che si ricordi a Massa si chiamava “Anacarsi Nardi”, come il patriota fucilato assieme ai fratelli Bandiera, e fu costituita proprio da chi fece la Resistenza. Una loggia che vivrà fino al 1961, quando nacque la “Carlo Sforza”, tutt’oggi esistente, con i suoi segretissimi venti membri. Segreti tranne uno. Claudio Palandrani, architetto massese, uomo di grande cultura ed estro, ne è un membro orgoglioso e ci racconta com’è vivere da massone a Massa nel 2018: «Nei paesi liberi appartenere alla massoneria è un onore; qui vieni quasi perseguitato, ti additano ancora come fossi un delinquente e meriteresti l’esilio, come fu per i grandi maestri del passato. Faccio parte di un Ordine iniziatico – continua – tradizionale, il che significa far parte di un sistema che ha attraversato i secoli. La mia loggia appartiene all’Obbedienza del Grande Oriente d’Italia. E’ una loggia soltanto maschile. A Massa non ne esistono di miste. Posso parlare soltanto per me, non per altre Obbedienze. Non rivelerei mai i nomi dei miei compagni.
Partiamo dall’inizio: noi ci obbediamo ad essere stretti osservanti della Costituzione e della legge italiana. Ci ricordiamo sempre che il più grande oppositore della P2 in Italia fu il nostro concittadino, massone, Ermenegildo Benedetti. Non esistono logge segrete, è una invenzione della stampa e se esistessero sarebbero fuori legge. Non esistono liste pubbliche dei nomi dei massoni, come non esiste un elenco pubblico degli iscritti ad un sindacato, o a qualsiasi altra associazione. Ma questo non vuol dire che siamo fuori legge. L’iniziazione è indelebile. Si è massoni per sempre, anche se si può diventare “dormienti” allontanandosi dalla loggia. Noi diciamo che si è “in sonno”.
Per entrare si fa domanda, o si deve essere presentati da un anziano, ma prima di essere accettati chiediamo un certificato penale. Il massone è una persona “pulita” senza alcuna pendenza giudiziaria. Non ci interessano i miliardari, bisogna però avere una predisposizione, che non tutti hanno. Occorrerebbe un libro per spiegare quale. In due parole: la libertà mentale. Ma non solo: anche un grande rispetto degli altri e un senso della fratellanza universale. Vi chiedete cosa facciamo? Pensate a chissà cosa, lo so. Non facciamo niente di diverso da quello che farebbe un qualsiasi bravo cristiano, nel rispetto della legge. I giovani sembrano molto affascinati da questo mondo, le richieste per entrare sono tante. E’ vero però, bisogna esserne degni» —
MANUELA D’ANGELO