Il Tirreno

Qualità della vita, un crollo Giù di 23 posti in un anno

Nell’annuale rapporto del Sole 24 ore la provincia apuana peggiora ancora Male su sicurezza lavoro e demografia, ma siamo primi per numero di librerie

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MASSA. Qualità della vita, settantuno posizioni sotto la provincia Regina di Belluno c’è Massa-Carrara. In calo di 23 posizioni rispetto al quarantanovesimo posto del 2016. Ritorna l’annuale, discussa e discutibile classifica del Sole 24 ore, con un metodo di classificazione per grandi aree. Per la provincia un buon risultato alla voce “Cultura e tempo libero”, ma pessimi risultati in “Giustizia e sicurezza” e “Demografia”. Indicatori utili per discutere complessivamente dello stato delle cose in provincia, ma da non prendere come un oracolo.

Partiamo dai tasti più dolenti. I dati demografici sono quelli che saltano per primi agli occhi. Il tasso di natalità intanto, tra i più bassi d’Italia: appena sei nati su mille abitanti, che collocano la provincia apuana al centoquattresimo posto su 110 province. Male anche l’indice di vecchiaia, che stima il grado di invecchiamento di una popolazione. Anche qui a ridosso degli ultimi, novantanovesimo posto. Insomma pochi nati, molti anziani e una popolazione che non si rinnova. Sul fronte spopolamento si registra un tasso negativo anche il saldo migratorio interno, cioè la differenza tra il numero degli iscritti per trasferimento di residenza da altro comune e il numero dei cancellati per trasferimento di residenza in altro comune. Per numero di laureati residenti Massa-Carrara si colloca a metà classifica, al 64esimo posto e così anche per numero medio di anni di studio, dove si piazza poco meglio, al 51esimo posto.

Nel calcolo complessivo degli indicatori sulla ricchezza Massa si piazza al 62esimo posto. Discreto l’importo medio delle pensioni, 851 euro che vale un 44esimo posto in classifica. Mael invece il pil pro capite, dove Massa-Carrara è 63esima, penultima tra le Toscane e con alle spalle la sola provincia di Grosseto. E a metà classifica anche per i canoni di locazione, calcolati nel 2016 a 640 euro al mese. Più care le confinanti Lucca e La Spezia, rispettivamente con medie di affitto mensili di 790 e 720 euro.

Va ricordato, scorrendo i numeri, che la classifica riguarda tutti e 17 i comuni della provincia apuana. E l’eterogeneità dei dati su Pil, ambiente e altri indicatori tra i comuni della Lunigiana e i due centri maggiori di Massa e Carrara chiaramente restituisce un quadro che è sì medio, ma che va preso con le pinze.

Brutti, ma ampiamente divulgati, i dati sul tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni. Massa è al 64esimo posto, con un 57,5%. Ma per quel che riguarda “Lavoro e innovazione” il risultato che più deve far riflettere è quello sul gap redistributivo di genere, introdotto solo quest’anno nella classifica. Massa-Carrara è al 103esimo posto ex-aequo con La Spezia. Male anche per il tasso di disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 29 anni) al 49,9% e 100esimo posto. Si tratta di un valore ballerino, sempre sull’altalena e considerato poco affidabile anche per il campione di età preso in considerazione.

C’è una nota lieta però. Nell’area “Cultura e tempo libero” la provincia è al 22esimo posto complessivo. A trainarla in alto il numero di librerie, 17,8 ogni 100mila abitanti. Il rapporto più alto in Italia.

E così anche il numero di ristoranti e bar per abitanti, con un nono posto.

Piuttosto alto infine il dato sulle rapine, sono 38,2 ogni 100mila abitanti w quello su scippi e borseggi, 278,3 ogni 100mila abitanti. Male anche i furti in abitazione, ben 468 ogni 100mila abitanti. La partita sicurezza è di quelle che pesano, anche in chiave elettorale.

(l.r.d.)

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