Il Tirreno

«La Lunigiana è in Liguria»

di Melania Carnevali
«La Lunigiana è in Liguria»

Il sindaco di Zeri appoggia la proposta di Cna, ma non tutti la pensano così

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MASSA CARRARA. «Non penso assolutamente di fare riferimento a altre regioni che non siano la Toscana. Non perché abbia qualcosa contro la Liguria, ma perché non abbiamo niente a che fare con lei». Narciso Buffoni, sindaco di Montignoso, ma soprattutto presidente della Provincia, non ha dubbi in merito al dibattito aperto da Cna sulla proposta di annettere Massa Carrara alla Liguria: la provincia è toscana e punto, un referendum è fuori discussione. E non poteva pensarla diversamente: d’altronde Montignoso è “quasi Pietrasanta”, a una manciata di chilometri da Lucca, con un accento più toscano che ligure e una giunta rossa da sempre, come quella toscana. La Liguria, a Montignoso, è lontana, parecchio, in tutti i sensi, e l’ipotesi di farne parte fa ridere prima, e rabbrividire dopo.

Ma a 74 chilometri più a nord della provincia, a Zeri, è tutta un’altra storia. Lì, nel paese piazzato nell’estrema punta della Toscana, sul crinale che divide la valle della Magra da quella ligure del Vara, «non si parla toscano, non si mangia la fiorentina o la Chianina e quando andiamo a Massa diciamo “andiamo in Toscana”», dice l’ex senatore e attuale sindaco del comune lunigianese, Egidio Pedrini, che dell’uscita della provincia dalla Toscana ne ha fatta una sua battaglia personale. Qui, in pochi si sentono toscani, «qui - dice Pedrini - il prefisso è 0187 e quando andiamo in città andiamo a Genova, non a Massa o a Firenze». La proposta di Cna quindi è accolta a braccia aperte, almeno dal primo cittadino. «Qualcuno finalmente si è svegliato - commenta - Mi considerino in prima linea in questa battaglia». Per lui infatti la provincia non è mai stata toscana: «Già i nostri padri costituenti - dice - volevano fare Lunezia; avrà un senso questo. La divisione attuale del territorio è una divisione amministrativa che non rispecchia i confini culturali». Anche Giovanni Toti, governatore della Liguria con origini toscane (nato a Viareggio e cresciuto a Massa) si dice favorevole, o almeno non contrario, all’annessione della provincia al “sua” regione: «Mi farebbe davvero piacere se ciò avvenisse veramente», confessa alla Nazione.

Ma tra l’estremo nord e l’estremo sud della provincia le opinioni non sono poi così scontate, frutto forse dell’articolata storia di questa provincia, come della sua collocazione geografica, confinante a ovest con La Spezia, a nord con Parma e Reggio Emilia, a sud-est con Lucca e affacciata sul mar Ligure. Per non dimenticare che il territorio è attraversato, per un tratto, dalla Liguria, con Sarzana che “spezza” la regione. È per questo, forse, che a distanza di 157 anni dalla nascita della provincia, non è ancora tramontata l’idea di “Lunezia”, regione geografica situata fra le province di La Spezia, Massa-Carrara, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Mantova. E non gioca certo a favore dei “pro Toscana” il fatto che, per molte cose, Massa Carrara debba far riferimento proprio alla Liguria. È infatti l’unica provincia toscana a essere sotto la Corte d’appello di Genova, e non sotto quella di Firenze. Per non parlare poi dell’ultima riforma Delrio sull’accorpamento dei porti in quattordici Autorità di sistema portuale, con la quale il porto di Carrara finirebbe sotto quello di Spezia (e non sotto quello di Livorno).

Insomma Massa Carrara è sempre stata un po’ un’anomalia, ma c’è chi comunque, l’appartenenza toscana, la sente tutta. «Io mi sento toscano - commenta il sindaco di Massa, Alessandro Volpi - Con tutto il rispetto per la Liguria, anche dal punto di vista storico, ci sono forti agganci; credo che la nostra provincia sia toscana e si senta toscana. Posso capire le lamentele, gli allarmi, ma questo dibattito rischia di marginalizzarci ulteriormente. Dobbiamo chiedere alla Toscana di avere cura di noi; aprire ora una discussione mi pare non sia la strada migliore. Le criticità ci sono ma non dobbiamo avere dubbi sulla nostra appartenenza alla Toscana». Della stessa opinione il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi, che parla della Toscana come di una «risorsa per il turismo». «Ma chi la conosce la Liguria? - commenta - Sì, i turisti conoscono le Cinque Terre, ma poi la Liguria non ha nient’altro, con tutto il rispetto chiaramente. La Toscana invece è conosciuta in tutto il mondo e ha un potenziale gigante. Non vedo perché gli artigiani vogliono perde questa risorsa importante. Piuttosto bisogna darci da fare per farci considerare di più, ma se c’è un problema non ce ne andiamo da un regione, ci rimbocchiamo le maniche per migliorare insieme». Stesso discorso Silvia Magnani, altra sindaca lunigianese, di Aulla, che nonostante sia “quasi ligure” preferisce la Toscana: «Io - dice - non ho mai avuto problemi con questa Regione. Come sindaca, ogni volta che ho dovuto contattare qualcuno a Firenze ho trovato le porte aperte. Come cittadina, non capisco proprio cosa c’entriamo noi con la Liguria se abbiamo sempre fatto parte della Toscana».

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