Il Tirreno

STORIA E CULTURA

Le invasioni e la Via Francigena

Incontro-dibattito a San Caprasio sugli interrogativi di un millennio

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AULLA. Come si viveva e come ci si difendeva dalle invasioni nei secoli che vanno dalla fondazione romana di Luni agli anni del dominio longobardo, quando a Filattiera, nella lastra tombale a ricordo di un autorevole personaggio, morto nel 752, si volle ricordare la sua opera di assistenza ai pellegrini, la lotta contro il paganesimo, la fondazione di chiese? Sono interrogativi che si prestano a una pluralità di ipotesi, anche perché non sono molti i documenti a disposizione e le discussioni tra gli studiosi sono accese.

Per fare luce su alcuni di questi interrogativi domani alle 15,30, l’Istituto di Studi liguri, Il Centro aullese, l’Associazione Manfredo Giuliani e gli Amici di San Caprasio apriranno le attività culturali autunnali con la conferenza del dottor Giorgio Petracco sul tema “Luni e la Lunigiana dalla fondazione romana alla fine del Regno longobardo”.

La conferenza abbraccerà quasi un millennio, focalizzandosi sui seguenti argomenti: il territorio lunigianese e i rapporti con i municipi di Lucca e Veleia, la diversa vocazione economica di Luni e dell'alta Lunigiana in epoca romana e le conseguenze dell'invasione degli Alamanni nella seconda metà del III secolo d.C., gli stanziamenti gotici prima e dopo la riconquista bizantina nel VI secolo, l'invasione e gli stanziamenti dei Longobardi, l'importanza strategica del territorio di Luni per i Bizantini e la sua organizzazione difensiva, la caduta di Luni in mano ai Longobardi nel VII secolo, la Lunigiana longobarda nella prima metà dell'VIII secolo, fino a quando, con l'alleanza fra Franchi e Longobardi, si organizza la via Francigena.

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