Quella lite fra Gozzani e Cimino
Il libro “Criminalità oltre il Crimine” sarà presentato anche alla Sapienza
CARRARA. “La Criminalità oltre il Crimine. Un percorso critico tra Scienze Sociali e Crimine Organizzato”: è in questo libro che Giovanni Sabatino, sociologo e Maresciallo dei Carabinieri, rivisita attraverso le lenti dello studioso di fenomeni sociali le realtà criminali esplorate nel corso di venticinque anni trascorsi in reparti speciali a carattere info-investigativo. Il testo, acquistabile nelle librerie e su internet, sta suscitando grande interesse tra gli studiosi del settore, tanto che, il prossimo 13 giugno, sarà presentato ufficialmente a Roma, nell’aula magna dell’università La Sapienza, in occasione dell’annuale Convegno Nazionale dei Sociologi italiani. Una platea particolarmente prestigiosa che il professore Pietro Zocconali, presidente della Associazione Nazionale Sociologi, ha fortemente voluto perché il lavoro di Sabatino, frutto di una ricerca iniziata nel 2012 e patrocinata dall’associazione stessa, presenta un carattere innovativo e avanzato. Il volume, infatti, consta in un saggio socio-criminologico, scritto con uno stile divulgativo e non eccessivamente accademico, in cui sono illustrati i contenuti di una teoria, denominata “Intelligence del Marciapiede”, nella quale le organizzazioni criminali sono ritenute l’esito di reti sociali criminali caratterizzate da uno specifico “capitale sociale criminale” maturato in contesti urbani noti come “quartieri difficili”. L’originalità, e probabilmente uno dei punti di forza della ricerca, risiede nel fatto che ad una fase della stessa ha partecipato anche Carmelo Musumeci. Quest’ultimo, scelto da Giovanni Sabatino oltre che per la biografia umana e criminale, anche per le lauree in Giurisprudenza e Sociologia del Diritto conseguite, ha potuto mettere a disposizione dello studio una significativa capacità di analisi ed efficace abilità espositiva.
Nel libro Carmelo Musumeci non fa cenni alla battaglia legale che vuole combattere per la riapertura del caso di Alessio Gozzani; ma la base è riportata anche nel volume “Il vile agguato”, in cui Enrico Deaglio informa che «nel 1992 il pentito Leonardo Messina, interrogato da Borsellino, rivela che la mafia, col paravento della Calcestruzzi Spa (nel cui cda sedevano i boss palermitani Buscemi e Bonura, fidati alleati di Salvatore Riina), non solo si stava comprando di fatto tutte le cave e le betoniere d’Italia, ma era diventata anche padrona delle secolari cave di marmo delle Alpi Apuane». «Il riferimento - come ricordò di recente Legambiente - è al 1987, quando la Calcestruzzi acquisì il 50% dell’Imeg, controllando in tal modo anche il 65% della Sam. La presenza della mafia nelle cave fu segnata, nel 1991, dall’omicidio con un colpo di pistola dell’imprenditore Alessio Gozzani, poche settimane dopo un diverbio con Girolamo Cimino (cognato di Antonio Buscemi) nella cava Belgia». E’ su queste basi che Carmelo Musumeci, il padrino della Versilia, cercherà di farsi cancellare l’ergastolo.
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