Il Tirreno

Querelle a Groppoli per la gestione del campo sportivo

di Cristiano Borghini
Querelle a Groppoli per la gestione del campo sportivo

Gsd Lunigiana Pontremoli critica il sindaco Sandro Donati per l’affidamento al club mulazzese Oratorio San Giuseppe

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MULAZZO

Un campo da calcio di solito è teatro di una battaglia simbolica tra due squadre, che si sfidano cercando di superarsi per giungere alla vittoria. Questa volta però il campo è oggetto di una contesa che va al di là della competizione agonistica, lo scontro vede contrapporsi Pietro Rizzi, presidente del Gsd Lunigiana, e il primo cittadino di Mulazzo, Sandro Donati.

Oggetto delle schermaglie verbali tra i due è il campo sportivo “Mario Calani” di Groppoli. Tutto nasce il primo luglio dello scorso anno quando il Comune di Mulazzo, in scadenza di contratto per la gestione della struttura e del relativo campo sussidiario, indice un nuovo bando di gara. Nei sei anni precedenti nessuno si era presentato alla gara, e quindi d’ufficio la gestione era stata affidata al Lunigiana. Quest’anno però una nuova società, l’Oratorio S. Giuseppe, si presenta come challenger e riesce a ottenere la direzione del campo.

L’affidamento a una neonata società non è gradito a Pietro Rizzi che commenta: «Sono deluso dal comportamento del sindaco e dell’ammistrazione comunale, che non hanno tenuto conto della passata amministrazione del campo da parte della mia società. Abbiamo gestito bene il campo e siamo una delle associazioni calcistiche che ha più iscritti della Lunigiana, forse solamente il S. Marco Avenza ha un settore giovanile più ampio del nostro, dai Primi Calci fino alla 1ª squadra, che milita nel campionato di Prima categoria, sono oltre 250 i ragazzi che la compongono, mentre l’attuale gestore può contare solamente tre squadre composte da 40 bambini, la differenza come si può ben notare è abissale. Il campo di Groppoli serviva a far sì che le giovanili del Lunigiana avessero un posto dove potersi allenare, nel bando di gara non viene tenuto conto del merito che hanno ottenuto nel corso degli anni le varie compagini formate dai giovanissimi. Solo per fare un esempio l’anno scorso abbiamo vinto cinque campionati giovanili su cinque, non capisco perchè non si voglia dare la possibilità di far crescere ai ragazzi. La nostra struttura vede una divisione per anno di nascita di ogni categoria, in modo che il ragazzo possa crescere sia umanamente che calcisticamente con i suoi compagni, mentre l’Oratorio non ha questa professionalità, innestando ragazzi in categorie di cui non dovrebbero fare parte».

La maniera in cui è stato stilato il bando di gara è inconcepibile per il numero uno della società di via Veterani dello Sport: «Un bando fatto a opera d’arte, che ci ha completamente escluso dalla possibilità di vincerlo. Due sono i punti che hanno fatto la differenza: il primo riguarda la sede sociale, viene infatti assegnato un punteggio fino ad un massimo di 15 punti se la si ha nel Comune di Mulazzo, e già questo ci metteva in profonda difficoltà, ma in aggiunta, e si arriva al secondo punto, la penalizzazione più consistente, e che ha permesso all’Oratorio di vincere, è la percentuale dei residenti nel capoluogo comunale tesserati all’associazione, percentuale che tocca il 50% nella società vincitrice. Noi, invece, che puntiamo a mettere insieme una squadra che sia veramente immagine della Lunigiana calcistica, siamo stati fortemente penalizzati, non si riconosce il merito, ma si fanno solamente delle distinzioni geografiche ingiuste».

Un altro terreno di scontro è rappresentato dall’uso improprio che secondo il presidente Rizzi si faceva del campo: «Non è giusto che sia dato il permesso di giocare a una squadra di rugby nello stesso campo dove si effettuano le partite di calcio, giocatori di 80 quando il campo è allentato rischiano di rovinare il manto erboso e creare un effetto aratro che compremette la possibilità di giocare in maniera efficiente. In questi 6 anni ogni anno spendevamo per il suo mantenimento, circa 10mila euro nei quali si devono contare oltre alla manutenzione ordinaria del terreno di gioco, anche le spese per un custode, le bollette di luce e gas».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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