Partiva da Aulla la coca diretta a La Spezia: 270 episodi di spaccio in quattro mesi
I carabinieri hanno arrestato due fratelli, uno dei quali era già ai domiciliari
AULLA. Rifornivano di cocaina e hashish gli acquirenti locali ma anche quelli dello spezzino. Pure i turisti sapevano che per le sostanze stupefacenti avrebbero potuto contattare, a qualsiasi ora del giorno e della notte, loro, due fratelli di origine marocchina, uno di 36 anni e l’altro di 39, uno dei quali era già ai domiciliari. Un fatto che, stando a quanto ricostruito dai carabinieri di Aulla, non gli ha impedito di portare avanti la sua fiorente attività di spaccio. Avevano un metodo ormai collaudato per eludere i controlli e funzionava. Poi i carabinieri, grazie a una scrupolosa indagine, lo hanno scoperto. Sono 270 gli episodi di spaccio, in 4 mesis, accertati dai militari. Si deduce quindi che quelli reali siano molti di più. I 270 episodi fanno infatti riferimento al solo periodo preso in esame dagli inquirenti, ma è molto probabile che l’attività sia iniziata ben prima.
Così, nei giorni scorsi, i carabinieri della stazione di Aulla hanno arrestato i due fratelli per spaccio continuato di cocaina e hashish in esecuzione di una misura cautelare. «Una notizia di per sé poco eclatante, se non fosse che l’attività malavitosa andava avanti da parecchio tempo e uno degli spacciatori era sottoposto alla detenzione domiciliare».
La questione è emersa anche grazie alle segnalazioni di diversi cittadini che vedevano un continuo andirivieni in una certa zona del centro cittadino. Le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Massa, hanno svelato una mole di cessioni di stupefacenti davvero notevole: si calcola che siano circa 270.
I carabinieri lunigianesi sono riusciti a dimostrare che non si trattava di un fatto occasionale, ma di un vero e proprio ritrovo che funzionava a tutte le ore, per rifornire decine di assuntori del luogo, dello spezzino e addirittura qualche vacanziere che si trovava in zona occasionalmente. I fratelli, almeno negli ultimi mesi, sfruttavano la loro abitazione come un perfetto luogo di traffico.
Uno dei due, fino a qualche giorno fa, era in detenzione domiciliare, sempre per reati di spaccio.
Nonostante i numerosi controlli effettuati dai carabinieri per accertare la permanenza in casa della persona sottoposta alla particolare misura, i fratelli trovavano il modo di spacciare eludendo i controlli: sfruttavano infatti il lasso di tempo immediatamente successivo al controllo domiciliare per far arrivare l’acquirente di turno e portare a compimento la cessione della droga. I militari si erano accorti che proprio in questi casi il detenuto agli arresti usciva di casa per effettuare il fatidico scambio.
Proprio questo uscire dall’abitazione, anche solo di pochi metri, potrebbe costare all’interessato un processo per evasione continuata.
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Massa, potendo esaminare gli accertamenti sulle plurime cessioni ricostruite dai carabinieri di Aulla, sulla base dei molteplici e gravi indizi acquisiti dagli investigatori, ha emesso un’ordinanza di misura cautelare in carcere per entrambi i fratelli, accusati in concorso di spaccio continuato e, per uno, di evasione.
I due sono stati arrestati e portati nella casa circondariale di Massa dove, tra pochi giorni, saranno sottoposti ad interrogatorio di garanzia, durante il quale potranno far valere, nel contradditorio tra le parti, le loro ragioni o giustificazioni.
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