Scuola Calcio, la conferma dalla Folgor Marlia: «La Lucchese promise di non fare l’Academy»
Il dirigente De Luca auspica un chiarimento tra il club rossonero e le piccole società
LUCCA. «La Lucchese, alla presenza del responsabile del settore giovanile Massimo Morgia, aveva promesso alle società provinciali che non avrebbe fatto la Scuola Calcio nella stagione 2026-27 chiedendo collaborazione ai piccoli club, magari con la segnalazione dei talenti migliori, per l’allestimento di tre-quattro squadre di settore giovanile. Questa decisione improvvisa, presa senza spiegazioni, crea una situazione di attrito che non fa bene a nessuno».
A parlare è Andrea De Luca, dirigente della Folgor Marlia e molto vicino all’assessore allo Sport Fabio Barsanti, 72 ore dopo l’articolo de Il Tirreno sull’Academy, che salvo imprevisti dietrofront, sarà gestita dall’ex segretario (in due diversi frangenti) della Lucchese, Bruno Dianda sul campo di S.Alessio-Carignano che presentava, almeno tempo addietro, diverse criticità. Gli affari sono affari e, complici i sogni dei genitori che pensano di avere a casa il campione che risolve i loro problemi e vista l’assenza degli oratori che hanno forgiato gli assi anni Sessanta-Settanta e in parte Ottanta, gli under 12, volenti o nolenti, sono un bel business perché portano nelle casse dei club un bel gruzzoletto se è vero, com’è vero, che le rette di iscrizione variano da 300 a 900 euro all’anno per bambino in base alla qualità dell’impianto e ai materiali forniti in dotazione (maglie, calzettoni, pantaloncini, tuta, sacca, ecc.). In questo momento un emissario del club rossonero – attraverso messaggi whatsapp e sms sta convincendo gli allenatori di formazioni che fanno Scuola Calcio (praticamente quasi tutti i club provinciali) e anche alcuni genitori a portare i ragazzini alla Lucchese in cambio della promessa di entrare a far parte, come tecnico di base, della famiglia rossonera. Sarebbero diverse decine quelli che armi e bagagli stanno lasciando le piccole squadre per legarsi all’Academy Lucchese. Perché un conto è prendere due-tre giocatori per annata nelle varie piccole società locali di settore giovanile, un altro e fare razzia dalle altre Scuole calcio con incontri con i genitori magari fatti all’interno dello stadio.
«L’anno scorso sono stato tra gli artefici – dice De Luca – dell’incontro tra le squadre giovanili della Piana (oltre alla Folgor Marlia, Porcari, Montecarlo, Pieve San Paolo, Folgore Segromigno, Valdottato ecc.) alla presenza di Morgia e dell’assessore allo Sport del comune di Capannori, Gaetano Ceccarelli, per dare una mano al vivaio rossonero liberando gratis alcuni giocatori per consentire alla Lucchese di ripartire e ricreando quel clima di collaborazione che vigeva all’epoca di Alessandro Bianchi (si parla di 20 anni fa). E in quella sede fu detto che per la stagione 2026-27 la Lucchese avrebbe rinunciato alla Scuola Calcio. Adesso scopriamo che il presidente Matteo Brunori, probabilmente mal consigliato, ha deciso di non tener fede alla parola data con una persona seria come Morgia che ci ha messo la faccia. Credo che in questa vicenda occorra trovare una sintesi perché per noi come Folgor Marlia, ma credo anche gli altri club provinciali, la Lucchese è la società di riferimento. Serve una vera e fattiva collaborazione che sia utile e proficua per tutte le stagioni e per tutte le società che si avvicinano alla vecchia Pantera».
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