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Lucchese, parla il dg Conte: «Con l’Arezzo è una finale»

Luigi Conte
Luigi Conte

Il nuovo dirigente sprona la squadra nel match di lunedì sera

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LUCCA. Una settimana di tempo. Troppo poco per chiunque, pure per dirigenti del calibro di Beppe Marotta, per capire, sentenziare e intervenire. Quando un dirigente subentra in corsa in una situazione complessa come quella della Lucchese, in odore di un cambio societario ormai da oltre un mese, dovrebbe ascoltare molto e parlare poco. A 72 ore dal match derby al Porta Elisa contro l’Arezzo parla il direttore generale rossonero Luigi Conte, nato nel 1969, presidente Anasf (associazione nazionale consulenti finanziari) appassionato di calcio e, si legge dal suo curriculum «dal 1982 al 1992 calciatore professionista» (anche se non ci risulta, almanacchi alla mano, abbia collezionato presenze in campionato nel Lecce, nell’Alessandria e nel Savoia) per poi ricoprire ruoli dirigenziali in diverse squadre (Palermo con la famiglia Tuttolomondo che non iscrisse la squadra al campionato, quattro mesi con l’Imolese, poi penalizzata di sette punti e retrocessa, Akragas in D e sino a un paio d’anni fa Monterosi in C) . Interviene dopo aver incontrato (a Pisa? ) il presidente Andrea Bulgarella e l’amministratore delegato Ray Lo Faso e aver seguito in questi giorni l’allenamento della squadra: «É tempo di compattezza, determinazione e unità per affrontare al meglio le prossime settimane e uscire da un momento complicato. Contro l’Arezzo voglio spronare al massimo squadra e staff, affinché siano motivati a fare bene. Per noi si tratta di una finale dopo la sfortunata prestazione di Pesaro, dove abbiamo raccolto meno di quanto prodotto in campo. Affrontiamo una squadra di valore come l’Arezzo, ma vi assicuro che non verranno a Lucca per fare le vacanze». Sul suo lavoro e gli obiettivi a breve termine: «Sono arrivato da poco e, compatibilmente con le problematiche esistenti, sto mappando la situazione per classificare in ordine di priorità gli interventi da fare, rispettando i tempi a disposizione. Non c’è spazio per indugi o immobilismo: dobbiamo procedere con rapidità e determinazione. L’obiettivo è ricompattare tutta l’organizzazione, a ogni livello». Poi il messaggio ai tifosi: «Sono sempre stati all’altezza sostenendoci anche quando noi non lo siamo stati. Chiedo però a loro un ulteriore sforzo: abbiamo bisogno del loro supporto, dei loro cori e del loro calore per uscire da questa situazione. Dobbiamo essere compatti, tutti insieme, per ricominciare a guadagnare terreno. Tutte le componenti sono fondamentali, ed è per questo che abbiamo deciso di riproporre la campagna di forti sconti dopo la partita contro il Pontedera: vogliamo un Porta Elisa pieno per un match che per noi è come una finale. Sono sicuro che la squadra uscirà dal campo avendo dato tutto. Cosa accadrà in prospettiva sino alla pausa invernale? Se, nelle settimane prima della pausa, tutte le parti daranno il loro contributo, sono sicuro che potremo invertire la rotta».

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