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Jasmine Paolini, da Bagni di Lucca a numero 13 al mondo: «Fatiche e delusioni, ecco come è cominciato tutto»

di Michele Masotti

	Jasmine Paolini in campo e in due foto da bambina
Jasmine Paolini in campo e in due foto da bambina

Colloquio con la giocatrice toscana al lavoro per i prossimi obiettivi: «Quanti ricordi al Tc Mirafiume. Con Sinner? Ho un ottimo rapporto, cerco di capire i suoi segreti»

24 aprile 2024
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L’avveniristica quanto scomoda struttura, i coni d’ombra causati dalla rigida copertura del tetto distraggono le giocatrici durante i match, della Caja Màgica (letteralmente la scatola magica) rappresenta per le migliori tenniste una tappa d’avvicinamento fondamentale sulla strada che conduce al Roland Garros. Nel 2023 Jasmine Paolini partecipava al Wta 1000 di Madrid da numero 68 delle classifiche mondiali, uscendo al debutto per mano della polacca Magdalena Frech. A distanza di dodici mesi, la 28enne di Bagni di Lucca torna sui quei campi in terra rossa forte del 13° posto, suo best ranking, con la convinzione di continuare quel percorso che la sta consacrando come una delle vedette mondiali della racchetta. In un circuito dominato da avversarie possenti, con i suoi 163 centimetri l’allieva di Renzo Furlan assomiglia a un “Gronchi rosa”. Il suo gioco aggressivo, indipendentemente dalla superficie, viene accompagnato da una combinazione di coraggio e sorriso. Smagliante a tutte le latitudini: che sia il teatro sia il centrale di Dubai, dove Jasmine un paio di mesi fa vinse il primo 1000 della sua carriera, oppure il Tc Mirafiume di Bagni di Lucca, il primo circolo della campionessa termale, non fa differenza.

«Il pomeriggio dopo scuola non vedevo l’ora di mettere piede in campo assieme ai miei amici – rivela direttamente dalla Spagna Paolini –. Un ambiente familiare che mi regalava spensieratezza. Porto dentro di me tanti bei ricordi legati all’infanzia, al rapporto con il maestro Ivano Pieri e ai primi tornei vinti. Nella mia mente il sogno di diventare professionista ha preso corpo con il passaggio al centro federale di Tirrenia».

Per arrivare a un presente dorato, la numero uno d’Italia occupa l’ottava posizione nella Race valevole per qualificarsi al Masters di fine anno, Jasmine Paolini di montagne ne ha dovute scalare tante.

Prima tra tutte, il ranking alimentato da un meccanismo brutale nella sua semplicità: più partite vinci, più sali. Tenendo presente, però, che quelle “cambiali” di punti dovranno essere difese l’anno successivo onde evitare di tornare al posto di partenza. «Quando parti dagli Itf con montepremi da 10mila dollari, ti godi maggiormente il panorama conquistato in queste stagioni – ammette Jasmine –. Dopo alcune sconfitte subite in quei tornei, poteva capitare di scoraggiarsi poi la delusione svaniva. La pazienza, l’aiuto dello staff e il supporto della mia famiglia sono stati fondamentali».

Una maturità sportiva sbocciata, così come accaduto ad altre colleghe, non in tenera età ma proprio per questo vissuta in maniera entusiastica game dopo game. «Ognuno ha i propri tempi – analizza Jasmine –. Collins, per esempio, alla soglia dei 31 anni ha vinto il suo Wta 1000 a Miami. L’età non è un limite se si vuole crescere quotidianamente: lo insegniamo i grandi campioni. Sono arrivata a questi livelli grazie al lavoro e all’esperienza. Cosa invidio alle altre giocatrici? Direi qualche centimetro in più di altezza (ride, nda) che potrebbe aiutarmi al servizio, però sono contenta della giocatrice che sono diventata. Magari fossi stata più alta, avrei fatta più fatica a muovermi in campo».

Oltre a Renzo Furlan, suo coach a tempo pieno dal 2020 ma che la conosce dal 2015, un’altra figura fondamentale per Jasmine risponde al nome di Tathiana Garbin, la prima a convocarla nell’allora Fed Cup (oggi Billie Jean King Cup) . «Tathiana mi ha sempre dato fiducia – ammette la tennista termale –. Con il suo lavoro ha creato la migliore nazionale degli ultimi dieci anni, arrivando nel 2023 in finale. Quella cavalcata ha infuso al gruppo una maggioranza consapevolezza nei nostri mezzi. Il capitano ci trasmette sempre una grande forza d’animo. Fortunatamente il tennis è uno degli sport più equi, a livello di prize money, tra settore maschile e femminile. C’è un problema alla base, se si può così definire: ha fatto più scalpore la vittoria in Coppa Davis che i quattro successi in Billie Jean King Cup ottenuti dal nucleo delle varie Schiavone, Pennetta, Vinci ed Errani (compagna di doppio di Jasmine nda) . Se tutto questo ha l’effetto di portare in Italia l’attenzione sul tennis a livelli altissimi, ben venga».

Della racchetta azzurra Paolini rappresenta assieme a Jannik Sinner il volto migliore. Entrambi sono esempi di costanza e abnegazione presi a modello dalle giovani generazioni.

«Mi sono incontrata con lui proprio alla fine dell’allenamento – dichiara Jasmine, attesa al secondo turno di Madrid dalla vincente di Zhu-Jimenez –. Abbiamo un bel rapporto. Sono contenta dei risultati che sta ottenendo: lo ammiro sia per come gioca, Furlan mi invita a carpirne i movimenti, che per il comportamento tenuto in ogni occasione». Madrid, Roma e le Olimpiadi di Parigi, questa volta da vivere con il pubblico dopo l’esperienza a porte chiuse di Tokyo 2020, sono i prossimi tre obiettivi messi nel mirino. «La terra rossa spagnola presenta condizioni differenti da quella parigina – chiosa la numero 13 del mondo –. Roma, poi, per ogni italiana significa casa».l


 

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