Il Tirreno

Lucca

Dal calcio totale di Sarri alla Terza Categoria. Ricci ha riscoperto il piacere di volare tra i pali

Matteo Ricci a sinistra ai tempi del Livorno e a destra con la squadra del Valfreddana
Matteo Ricci a sinistra ai tempi del Livorno e a destra con la squadra del Valfreddana

Dopo oltre 140 presenze tra serie B e C, il 30enne portiere lavora alla Salov. Ha deciso di ripartire dal Valfreddana per stare vicino alla famiglia

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LUCCA. In ogni portiere la componente coraggio, non deve mai mancare. Che sia per effettuare un'uscita bassa sui piedi dell'attaccante lanciato a rete, per svettare su di una selva di avversari ma anche per compiere, fuori dal rettangolo verde, scelte importanti. Come ha fatto Matteo Ricci, estremo difensore con oltre 140 presenze tra Serie B e C più un’esperienza nella cadetteria portoghese (“regalo” non gradito confezionato dal procuratore dell'epoca), che da un paio di anni a questa parte ha deciso di dare basta con il calcio professionistico. Privilegiando aspetti familiari, Matteo da un anno e mezzo è padre di una bambina, stabilità lavorativa ma ritrovando iL piacere del divertimento tra i pali della porta del Valfreddana, club militante in Terza Categoria.

Peso dei procuratori

Per il possente estremo difensore lucchese, che mosse i primi passi nel Lucca 2000 (scuola calcio del fu Ponte del Giglio S. Alessio) prima di essere notato dall'osservatore dell'Empoli Franco Esposito che lo segnalò al florido vivaio azzurro, il punto di rottura è stato un mancato trasferimento nella Serie A greca. Sfumato per motivi che nulla avevano a che vedere con l'aspetto tecnico. «Avevo appena terminato la mia esperienza a Carpi, quando Alessio Secco (un passato da ds della Juventus, oggi intermediario) mi informò dell'interesse verso il sottoscritto da parte Atromitos – racconta il 30enne portiere –. L'allenatore Coleman aveva dato l'ok al trasferimento. Quando arrivai ad Atene, senza agente, ecco il cambiamento di scenario. Siccome il club ellenico era interessato a un terzino sinistro, per accontentare il suo procuratore i dirigenti biancoazzurri decisero di acquistare anche un portiere della sua scuderia. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Un episodio che racconta quanto sia aumentato il potere nelle mani degli agenti dei calciatori .

Coraggio delle scelte

A 27 anni, età che per un portiere equivale a raggiungere il giro di boa della carriera, Ricci appende i guanti al chiodo, diventando dipendente della Salov a Montramito. «Già nel periodo tra la fine della mia seconda esperienza a Livorno e Carpi, avevo lavorato come corriere per una compagnia logistica – ricorda l’ex numero di Massese, Pontedera e Pistoiese –. Due mesi dopo l’assunzione, mi arrivarono le offerte di Montevarchi e Palermo ma ormai avevo detto stop. Tra i professionisti il portiere, oltre che guadagnare meno di una punta, è il ruolo più penalizzato dalla regola delle quote. Molti preferiscono tirare avanti per qualche stagione, pochi trovano la forza di pensare al futuro».

Ritorno in campo

Nell'estate 2022, quando guanti e scarpette erano stati riposti in una scatola, il pressing alto di un suo amico riconduce Matteo al suo primo amore. «È stata colpa di Fabio Tanganelli – scherza Ricci –. Alla fine ho ceduto e devo ammettere che l'ambiente del Valfreddana mi ha conquistato. I dirigenti sono bravissime persone che non ti fanno mancare nulla, con un'organizzazione professionale. Con i compagni ho un rapporto stupendo; qualche domanda su quanto ho vissuto a Empoli (Sarri allenatore e Calzona vice) e Livorno me l'hanno fatta. Ho ritrovato il piacere di giocare: speriamo di comportarci bene nei playoff». Al 30enne portiere sono rimasti nel cuore gli anni livornesi.

«Sono state le mie stagioni migliori – conclude Ricci –. Non dimenticherò il calore dei tifosi, sempre vicini alla squadra. Un passaggio alla Lucchese? Per due volte si era aperta questa possibilità salvo poi non concretizzarsi».

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