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Il ricordo della farfalla del pedale

Il ricordo della farfalla del pedale

Ventisei anni fa ci lasciava improvvisamente Michela Fanini, 21 anni, stella del ciclismo mondiale

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CAPANNORI

Ventisei anni fa - era il 26 ottobre 1994 - ci lasciava Michela Fanini, la farfalla del pedale. Una ragazza di 21 anni, autentica stella del ciclismo mondiale, che nonostante la giovane età aveva trionfato nelle corse in linea e nelle gare a tappe. Un autentico fenomeno nonostante un fisico da scricciolo capace però di danzare sui pedali e di staccare tutte le altre avversarie grazie ad un ritmo forsennato e a una volontà d’acciaio.

Nonostante il tempo trascorso il ricordo di Michela Fanini è sempre vivo. È passato oltre un quarto di secolo dalla sua scomparsa, ma il nome della campionessa lucchese resta ancora vivo nel ricordo di tutti: chi la conosceva, gli sportivi appassionati di ciclismo e i suoi tantissimi tifosi sparsi in ogni zona d’Italia.

Perché Michela, nonostante le sue 21 primavere sulle spalle, grazie a quel carattere esuberante e ad una simpatia contagiosa, si era fatta ben volere ovunque. E poi i trofei conquistati: aveva vinto tutto o quasi in sella alla sua bici. E aveva fatto modo di farsi apprezzare dalla gente per la sua generosità. Quella stessa generosità che la portò, così giovane, ad iscriversi all'Aido per ridare speranza ad alcuni ragazzi in difficoltà grazie alla donazione degli organi.

Il palmares di Michela Fanini è decisamente variegato: Giro d' Italia, medaglia di bronzo nella cronometro a squadre ai Mondiali di Norvegia, Campionato Italiano e quattro tappe al Tour de France dove conquistò anche la maglia di leader della classifica a punti.

Per le imprese sportive e, soprattutto, per la sua bontà d’animo Michela Fanini è rimasta nei cuori di tutti come dimostrano le numerose attestazioni di affetto e le intitolazioni di piazze e strade un po' in tutta Italia: la pista ciclabile lungo viale Castruccio Castracani a Lucca, la piazza centrale di Segromigno Piano (Lucca), quella di Paganico (Grosseto) e di Campi Bisenzio (Firenze), una pista ciclabile a Lunata (Lucca), a Torre del Lago e a Cervia (Ravenna), il ciclodromo a Vaiano di Prato e le vie a Mozambano (Mantova) e a Crocetta del Montello (Treviso). Inoltre, in Aquitania (sud-ovest della Francia), nella piccola ma accogliente cappella dedicata ai ciclisti che hanno fatto la storia di questa disciplina (la “Notre-Dame Des Cyclistes”) c'è una foto di Michela Fanini posta proprio all'ingresso del Santuario a far da ala ad una statuetta della Vergine insieme al famoso passaggio della borraccia fra Coppi e Bartali.

Il tutto senza dimenticare che una maglia della campionessa lucchese si trova nel Museo del Ciclismo del Ghisallo (Como), insieme agli immortali Coppi, Bartali, Pantani. A lei viene dedicato il Giro della Toscana Internazionale Femminile organizzato proprio in suo onore da papà Brunello. Una manifestazione fra le più importanti al mondo che, dopo lo stop forzato a causa dell’emergenza sanitaria, tornerà il prossimo anno.

I genitori Giulietta e Brunello, i fratelli Daniela e Piero, i parenti e gli amici si ritroveranno domani alle 18 alla Basilica della Madonnina di Lunata per una semplice, ma toccante cerimonia in memoria di Michela. —

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