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Carruezzo compie 50 anni «Vorrei portare in alto il club»

Nicola Nucci
Carruezzo compie 50 anni «Vorrei portare in alto il club»

L’ex bomber e vice di Monaco dovrebbe rimpiazzare il mister squalificato  festeggiando nella settimana del compleanno la partita da capo allenatore

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LUCCA. Eupremio Carruezzo segna un gol importante, i suoi 50 anni, compiuti ieri, il 9 dicembre. Un traguardo della vita che oggi festeggerà insieme alla squadra e al tecnico Monaco. «Come l'ho festeggiato? Niente di particolare, con la mia famiglia, amo le cose semplici. Domani (oggi ndr) offrirò pasticcini e spumente alla squadra e ai dirigenti». Uno dei più grandi bomber rossoneri (il secondo più prolifico di sempre alle spalle di Roberto Paci) che ha lasciato ricordi indelibili in quasi tutte le squadre e città dove ha giocato, anche se Lucca è il suo luogo del cuore. Parlano i numeri con 171 presenze e 79 gol in 6 stagioni, capitano, due playoff di C1 e gol entrati nella storia, legato indissolubilmente alla maglia rossonera. «Per me sono sempre stati più importanti i rapporti umani e la Lucchese è la squadra dove sono stato più a lungo, a cui sono legati i ricordi sportivi e familiari più belli ed intensi. A Lucca sono nati anche i miei figli Nicolò, Fabian e Lorenzo, ho vissuto momenti stupendi e altrettanti credo di averli regalati ai tifosi rossoneri che mi hanno eletto come un loro idolo». Un legame che non si è rotto neppure dopo quel rigore maledetto con la Triestina nella finale playoff del 2002. «L’amore dei tifosi è stato più forte di tutto» ricorda l’attaccante originario di Brindisi, come mister Monaco. Carruezzo ha sempre rifiutato anche offerte allettanti (dal Treviso al Pisa). Una simbiosi con Lucca e la Lucchese dove ha trovato la sua dimensione ideale fino a quella ingrata fine della carriera a San Marino invece che con la maglia rossonera. «La Lucchese è la mia casa, ma ho lasciato bei ricordi anche in altre città come a Cagliari dove segnato il gol della promozione in A, ma un grave infortunio mi ha tarpato le ali. Ma non vivo di rimpianti, guardo sempre avanti. Non potevo dire di no a questo progetto serio e costruttivo, a Brun Russo, Daniele Deoma, Mario Santoro, Alessandro Vichi».

Il Toni-gol è solo un dolce ricordo, un effetto nostalgia che riaffiora nei ricordi di una persona genuina, pulita, generoso e combattivo in campo e fuori. Ma le emozioni, come gli esami, non finiscono mai. E domenica toccherà a lui, da allenatore in seconda, guidare la Lucchese in panchina nella trasferta di Bra per la squalifica di Monaco, dopo averlo fatto nei concitati minuti finali della gara vinta con la Lavagnese che ha proiettato Benassi e compagni al secondo posto in classifica, ad una lunghezza dalla vetta. «Ho allenato Arma Argentina e Ponsacco in D, squadre molto giovani, con la Lucchese però sarà un’altra cosa. Spero di essere all’altezza di Francesco (Monaco ndr) di cui sono onorato di fare da da vice, c'è un bellissimo rapporto». Tanti auguri mitico Toni!

Nicola Nucci

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