Lucchese, tra trionfi e tonfi ecco la storia degli spareggi
Dalla promozione in B del 1930 sino ai quarti dei playoff del 2017 persi con il Parma La gioia all’Ardenza con la Sarzanese, il dramma al Porta Elisa con la Triestina
LUCCA. Spareggi. Partite speciali, da dentro o fuori. Sfide straordinarie che vanno al di là dei pronostici e delle statistiche. La Lucchese nella sua ultrasecolare storia ne ha disputate molte. Prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Storie di sliding doors rossonere di partite che cambiano il corso della storia. La febbre del tifo cresce. Siamo a circa 700 biglietti venduti in attesa dell’aumento di capienza (già sicuro) della Ovest.
LE ORIGINI
La prima volta era il 15 giugno 1930. La Lucchese dei Belluomini, dei Fazzi, dei Marianetti, dei Petri, dei Giorgetti guidati in campo da Lorenzino Lazzaroni vincono a La Spezia per 1-0 lo spareggio promozione con la Rivarolese nel campionato di Prima Divisione. La squadra viene promossa in serie B. Passa un anno: siamo al 12 luglio 1931. E la Lucchese sfida sul neutro di Bologna i friulani dell’Udinese per la permanenza tra i cadetti. Il tecnico è l’unghese Janos Weszter. Ma la sconfitta è cocente: 7-0. E la retrocessione in Prima Divisione, dopo appena un anno, è la diretta conseguenza. Nella stagione 1932-33, a gennaio, sbarca a Lucca quello che sarà uno dei più grandi allenatori di ogni epoca: Ernest Erbstein. La squadra rimonta posizioni sino a disputare lo spareggio per la promozione in B il 21 maggio 1933 sul neutro di Livorno contro gli odiati cugini del Viareggio. I rossoneri passano in vantaggio con un gol su punizione di Montaldo. Ma una doppietta di Vinicio «Garrone» Viani ribalta il match e porta i bianconeri tra i cadetti. L’anno dopo (1933-34) in Prima Divisione non ci sarà storia. La Lucchese vince a mani basse il girone toscano dando 7 punti ai «nemici» del Pisa. Deve però affrontare un girone finale nazionale a quattro per tornare in B. La formazione di Erbstein non ha rivali. Pareggia solo con il Siracusa (2-2) al Porta Elisa e poi conquista 5 vittorie (due volte con il Pescara, due con il Monza e il successo esterno in Sicilia). Inizia l’epopea di Erbstein e della Lucchese che conquista in 2 stagioni la A.
IL DOPOGUERRA
Dopo 5 stagioni in A (dal 1947 al 1952) arriva l’amara retrocessione che sancisce l’addio definitivo alla massima serie. È un doppio spareggio con la Triestina (bestia nera della Lucchese) in piena estate a chiudere un capitolo della storia e far precipitare i rossoneri tra i cadetti. Il primo spareggio con gli alabardati avviene sul netro di San Siro. È il 29 giugno 1952. Finisce 2-2 con uno stadio che parteggia per l’irredentismo giuliano. Nuovo spareggio una settimana dopo (6 luglio) al comunale di Bergamo. La Triestina vince per 1-0.
LA NUOVA ERA
Passano 17 anni per vedere la Lucchese impegnata in un nuovo spareggio. Stavolta la posta in palio è la serie C. È il primo giugno 1969 quando la Lucchese all’Ardenza di Livorno affronta la Sarzanese di Orrico (che poi diventerà mito rossonero). Anche all’epoca il tempo è nero. Piove. Ma la Lucchese s’impone 1-0 con gol di Cella. E sale in C.
GLI ANNI DUEMILA
Lo spareggio per eccellenza, per i «millenials» (i nati negli anni Duemila) è Lucchese-Triestina. In palio c'è il salto di categoria tra due piazza storiche e blasonate. All’andata finisce 2-0 per gli alabardati. Al ritorno i rossoneri si presentano in un Porta Elisa, gremitissimo il 9 giugno 2002 (11.500 spettatori). Nessuno dimenticherà quella partita. La Lucchese segna con Marianini, i giuliani pareggiano con Del Nevo. Ma è solo l’inizio di una sfida pirotecnica: sei gol, 5 giocatori espulsi, 2 rigori. Marianini e Carruezzo sul 3-1 fanno sognare la serie B che si sbriciola ai supplementari su quel maledetto rigore di Toni-gol. Il tiro del bomber rossonero spiazza Pagotto, ma finisce sul palo vanificando il 4-1 che avrebbe regalato la promozione. È la svolta della gara. La squadra di Rossi si rianima e tra un' espulsione e l'altra (Baraldi e Carruezzo) ribalta la situazione con Gennari e Ciullo per un 3-3 che ancora è una ferita aperta. Un dramma sportivo. Tanto che l’anno dopo la Lucchese rischia addirittura la retrocessione in C2. Esorcizzata dalla vittoria in quello che, prima di questa stagione, era l’unico spareggio playout (nell’era dei 3 punti a partita) nella storia rossonera. La Lucchese, guidata da Osvaldo Jaconi, riuscirà a salvare la categoria battendo l’Alzano, 2-1 a Bergamo all’andata, 1-1 al ritorno a Lucca. Negli anni duemila, sotto la presidenza Grassi, un’altra partecipazione ai playoff, 2003-2004, con la semifinale persa con il Lumezzane. Ben diverso l’esito della finale di Coppa Italia di serie C vinta ai rigori col Palermo alla Favorita. L’ultima volta nei playoff è stata due stagioni orsono con Giovanni Lope z in panchina. Eliminate Arezzo e Albinoleffe e sconfitta ai quarti con il superfavorito Parma volato in due anni in A —
Luca Tronchetti
Nicola Nucci
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