I nostri soldi
Maria Stella, medico sindaco e... ciclista
La passione dell’ex primo cittadino di Gallicano nacque grazie al padre Partecipò anche alla prima edizione del giro d’Italia femminile
di VALTER NIERI
Il ciclismo è stato lo sport preferito e praticato da Maria Stella Adami, medico di famiglia ed ex sindaco di Gallicano. Fin da bambina era presa dalla passione per la bicicletta che indirettamente le aveva trasmesso suo padre Adriano,cicloamatore e tifoso prima di Fausto Coppi, poi di Felice Gimondi. Figlia di contadini, ammirava l'impegno di suo padre nei sacrifici che doveva fare per mantenere la famiglia. Lavorava come spaccapietre sulla riva del fiume Serchio in località La Barca di Gallicano. Un lavoro agro, di fatica. Quando tornava a casa lo vedeva sudato,pieno di polvere e affaticato. Ma lei lo stimava ed era attratta dalla sua passione. Il mezzo che usava per recarsi al lavoro era la bicicletta e Maria Stella, all'età di 12 anni la chiedeva in prestito per fare qualche giro in paese.
La sella troppo alta le faceva oscillare di continuo il bacino ma non importava. Sia pure in maniera scomposta, per lei l’ importante era salirci e pedalare.Lo faceva di continuo tanto da convincere Adriano a comprargliene una.
«Mi ricordo - dice l'ex Sindaco - che ci recammo da Verzani a Fornaci di Barga e mi comprò una bici da corsa di marca Aquila. Che gioia! Potevo fare i giri di paese con una bicicletta tutta mia e che potevo utilizzare quando mi pareva. Volevo diventare una professionista in uno sport non tanto popolare al femminile ma che Maria Canins aveva fatto crescere con le sue grandi imprese». Assieme al padre, la giovane Maria Stella prendeva il via a pedalate non agonistiche in frazioni di Pescaglia, Coreglia, Fornaci di Barga e altri comuni limitrofi della località La Barca di Gallicano dove risiedeva e dove tutt'oggi vive con la sua famiglia. Nel 1982 all'età di 18 anni si diplomò alle Magistrali di Barga e volle tenacemente trovarsi una squadra seniores femminile. Scrisse una lettera all'unica squadra che era presente sul territorio regionale:la 2000 Confezioni di Pistoia.
«Il ds Mario Pieri mi accontentò e io potevo finalmente inseguire i miei sogni. Vinsi la Lucca in Bicicletta organizzata dal Pedale Lucchese Poli. Una vittoria suggestiva perché ottenuta nel meraviglioso scenario delle Mura, anche se quel giorno sembravo un pulcino tutto bagnato per l'inclemenza del tempo pessimo falcidiato da una pioggia incessante.Una delle poche vittorie che ho ottenuto,è stata la conquista del titolo regionale in linea nel 1983 a Vangile. Non giunsi prima sul traguardo ma fui la prima classificata delle toscane così da guadagnarmi il titolo».
Sapeva quello che voleva, anche se era conscia delle sue capacità e quando in un suo progetto si arrendeva non era certo per mancanza di impegno. «Mi iscrissi all'Università di Medicina a Pisa e i miei impegni crescevano. Tornavo a casa soltanto per dormire. Mi recavo a Pisa in treno portandomi assieme un borsone contenente la mia bicicletta. Così dopo la lezione,sfoderavo la bici e mi allenavo sulle strade pisane per decine di chilometri. Così facendo potevo conciliare nella stessa giornata le ore di lezione con gli allenamenti. Tornata a casa risfoderavo la bicicletta e continuavo l'allenamento».
Nel frattempo energevano le sue qualità di passista ed acciuffò anche il primo successo assoluto nel 1984 vincendo in volata su un circuito a Roma. Non era veloce però quella gara terminava in leggera salita,un terreno non ideale per le pure velociste. «Ero veramente felice - dice Maria Stella -. In squadra legavo molto con Adalberta Marcuccetti,una forte atleta massese che tutt'oggi ogni tanto mi rivedo e con Rossella Galbiati. Poi nell'’85 mi capitò l'opportunità di andare a correre a Milano per la Rossin Cavenago, dove passai due stagioni ottenendo soltanto qualche piazzamento. La mia ultima squadra fu la Sicicop Pinarello,sempre di Milano,dove corsi fino a disputare la prima edizione del Giro d'Italia nel 1988. Un Giro vinto da una stratosferica Maria Canins,che partiva da Milano ed arrivava a Roma. Purtroppo non lo conclusi perché caddi in discesa a Gubbio e pur rimettendomi in sella il giorno dopo, l'ematoma che avevo ad una coscia mi dava dolore. Però volli essere a Roma e rimasi affascinata da Nilde Jotti,allora Presidente della Camera che con una classe straordinaria intervenne a salutare tutte le atlete che avevano partecipato alla prima edizione rosa».
Maria Stella disputò in quegli anni quasi tutte le corse in calendario,ma non sfondando a livello di vittorie preferì non perdere altro tempo nell'inseguire la laurea.«Chiusi la mia carriera ciclistica nel 1988 e il ciclismo mi ha dato tanto. È stato per me un potente strumento di socializzazione. L'attività ciclistica mi ha formato il carattere e mi ha consentito di girare molto. Ho percorso più chilometri in bicicletta che in auto. Il resto del mio tempo l'ho passato nella Valle del Serchio. Sono nata all'ospedale di Barga ma ho vissuto sempre a la Barca di Gallicano,dove risiedo tutt'ora in una casa vicina ai miei genitori e a mia sorella Michela che ha cinque anni meno di me. Mio padre non ha mai preso la patente di guida e si è sempre spostato in bicicletta.Ha fatto una vita sacrificata ma alla sua buona salute tutt'oggi che ha 82 anni, ha contribuito la sport attivo.Nel 1994 mi laureai in medicina e iniziai subito ad esercitare la professione come guardia medica. Dopo pochi anni sono stata promossa a medico di famiglia e anche in questo il ciclismo mi ha aiutato. Perché il medico non è soltanto un compilatore di ricette per farmaci o visite,ma deve avere delle caratteristiche psicologiche nel sapere ascoltare il paziente e rassicurarlo. E la pratica ciclistica aiuta a crescere anche mentalmente».
Gallicano e sempre Gallicano.Nel 1999 entrò in politica, per rendersi utile alla comunità di Gallicano. Prima fu eletta nel consiglio comunale. Poi divenne assessore e nel 2004 con la lista di centrosinistra “Uniti per Gallicano” fu candidata a sindaco, vincendo le elezioni e divenendo primo cittadino per due mandati. Ora Maria Stella è quindi all'opposizione come consigliere comunale. «Ho limitato i miei impegni politici dove mi sono applicata come sindaco in un decennio per il mio paese, ma penso di non candidarmi più e di approfondire in futuro il mio operato negli impegni sociali che ho intrapreso con la Misericordia di Gallicano e con l'associazione “Non ti scordar di te”, all'interno della quale feci nascere assieme all'onorevole Raffaella Mariani “Punto Ascolto per donne vittime di violenza”, dopo che a Gallicano nel 2009 fu uccisa dal suo fidanzato Vanessa Simonini. Ero sindaco in quel periodo e quell'episodio è stato il più tragico nei miei due mandati da sindaco e che mi ha segnato a vita. Dovremo lottare per opprimere la violenza sulle donne,con tutte le capacità che abbiamo a disposizione.L'Associazione ha sede a Ponte di Campia». Ancorata alle sue origini si sposò sempre a La Barca nel 1997 con Sauro Bertoncini,conosciuto in giovane età alle corse (e come poteva essere diversamente?). Un ex cicloamatore, oggi ds dell'Usd Montecarlo nella categoria allievi. Dalla loro unione è nata nel 2001 Gaia,oggi studentessa al Liceo Vallisneri a Lucca. Unico cruccio di sua madre: non fa sport e non ama il ciclismo...
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