Il Tirreno

Lucca

Da un campo piastrellato al parquet della serie A

di Luca Tronchetti
Da un campo piastrellato al parquet della serie A

I ricordi delle imprese di 50 anni fa iniziate dall’impianto al Caffè delle Mura La sfida con Sandro Gamba, il torneo dei bar e quel trasferimento per 10 palloni

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LUCCA. Cinquant'anni fa sono stati i pionieri della pallacanestro e la loro storia d'amore è nata sul parquet fatto in piastrelle di marmo che sino agli anni Settanta sorgeva dietro al Caffè delle Mura. Hanno giocato in serie A, sfiorato la nazionale, avuto - grazie al basket - la possibilità di viaggiare e visto generazioni crescere con il mito di Dino Meneghin e di Mabel Bocchi. Era un basket «pane e salame» fatto di tanta passione e di rimborsi spese non sempre puntuali. Impianti all'aperto, scarpette Apice nere con la suola bianca tutte uguali e anacronistici completi di gioco. Armando Cortinovis e Rosita Arata sono gli antesignani di Davide Parente e Benedetta Bagnara legati indissolubilmente da una palla a spicchi. Cortinovis, origini bergamaschi ma lucchese da 70 anni, ha giocato contro dei mostri sacri della pallacanestro mentre la carriera della Arata è stata frenata da un padre «vecchio stampo» che le ha impedito di rispondere alle convocazioni della nazionale giovanile. Una storia d'altri tempi sullo sfondo di un campo da basket divenuto polo d'attrazione di appassionati e non che si ritrovavano insieme al Caffè delle Mura per incontrarsi, divertirsi e sognare.

Da un Sandro all'altro. Armando Cortinovis negli anni Cinquanta-Sessanta è stato una colonna della Virtus Pallacanestro Lucca. Nella sua ventennale carriera ha incrociato Sandro Gamba, allora capitano dell'Olimpia Milano e il futuro guru del basket inserito nell'Hall of Fame e ha sfidato nell'uno contro uno un gentlemen della pallacanestro come Elio Pentassuglia, maestro della panchina tragicamente scomparso in un incidente stradale. «Pensi che Gamba l'ho incontrato il 24 settembre del 1964 in una delle prime edizioni del trofeo Chimenti ad Altopascio a parti invertite: lui giocatore di 32 anni, 59 volte nazionale e capitano dell'Onestà Milano, io giovane coach degli Universitari Lucca. Perdemmo, ma alla fine mi fece i complimenti per la gestione della squadra». Ma un altro Sandro è entrato nella sua storia di cestista: «Nella mia esperienza in serie A con la Vela Viareggio ho avuto come compagno di squadra Sandro Luporini, storico paroliere di Giorgio Gaber e artista a tutto tondo. Un creativo anche nel basket con l'indolenza tipica della genialità. Certe sfide le vinceva da solo, altre timbrava il cartellino».

Dall'oratorio alla serie A. Figlio di un capoufficio Lazzi in servizio a Pistoia che si trasferisce alle officine di S. Anna prima della guerra, Cortinovis viene educato alla pallacanestro dal professor Tessandori. «Frequentavo la Dante Chelini e l'insegnante di educazione fisica mi avviò alla palla a spicchi. Ho iniziato nel 1950 con la Vigor S. Anna, squadra della parrocchia diretta dal noto chirurgo Pardini. Come me giocavano Narciso Da Torre, che poi mi seguì alla Virtus Lucca, e Carlo Coronato». Nel 1953 il passaggio naturale alla Virtus Lucca: «Mi aiutava la prestanza fisica sui rimbalzi (1,85), ma difettavo in impostazione. L'approdo alla Virtus di Bruno Paoli fu determinante per migliorare i fondamentali. Ci allenavamo e giocavano sul campo in piastrelle di marmo al Caffè delle Mura». Tra i compagni di squadra due futuri politici: l'onorevole Piero Angelini e Piergiorgio Licheri.

Ceduto per 10 palloni. Quella pertica viene notata dagli osservatori e nel 1957 spicca il volo verso la lega di serie A: «Puliti mi cedette con Beppe Orzali alla Vela Viareggio per 100mila lire e 10 palloni. Ero un play alla Marzorati e a Viareggio mi ribattezzarono simpaticamente “l'Oriundo”. Nel frattempo ero cresciuto sul piano tecnico: ottima impostazione e buon tiro da fermo. Soldi? Un piccolo rimborso spese e quando facevamo le trasferte più lunghe a Brindisi, Roma, Caserta e Ancona ci facevano dormire il venerdì sera nell'albergo del vice presidente Pierino Becagli in piazza Mazzini. Quello era il nostro ritiro. Poi il sabato mattina prendevamo il treno con il nostro cestino da viaggio dove trovavamo panini, mele e succhi di frutta. E a volte in treno non c'era neanche il posto a sedere. Il nostro compagno “Fachiro” Lucarini ogni volta improvvisava una pantomima fingendo attacchi epilettici e altri guai fisici per impietosire i passeggeri e farli alzare».

Il torneo dei bar. Il movimento della pallacanestro cresceva e a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta il Caffè delle Mura si animava con il torneo estivo dei bar. Tutti i giocatori della Lucchesia e delle province limitrofe si ritrovavano per ingaggiare duelli epici sul parquet piastrellato. Canotte con le effigie dei locali di quei giorni che rappresentavano il centro storico e i quartieri: Bar Autotreno, Casina Rossa, bar Casali, bar Svizzero, Loggia dei Mercanti, Stella Polare, Chiosco Nelli e Caffè delle Mura. Per imparare meglio la tecnica venivano impiegati in allenamento improvvisati cestisti a stelle e strisce reclutati dalla base di Camp Derby.

Addio alla serie A. Viareggio concluse la sua avventura nella Lega di A dopo soltanto un anno di gloria: ie (negli anni Settanta diventò presidente della Lucchese). Quando pioveva ci allenavamo nello stabile chiuso di via della Cavallerizza con un pavimento interamente coperto di polvere di mattoni che durante la guerra fungeva da cucina per i rifugiati. A fine allenamento eravamo sporchi dalla testa ai piedi. Di lì a poco iniziare ad allenare la squadra degli Universitari. Mi documentavo traducendo gli appunti in inglese ricavati dai libri americani dei maestri della pallacanestro>.

Basket oggi. Cortinovis negli ultimi 30 anni è diventato un ottimo giocatore di tennis. «La pallacanestro è profondamente cambiata. A miei tempi era più schematica e ragionata. Oggi tecnica e velocità d'esecuzione si fondono e i ritmi sono altissimi. All'epoca il tiro in sospensione non esisteva. La Pallacanestro Lucca? Le partite le vedo in televisione e al palazzetto vado soltanto per vedere le ragazze in serie A».

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