Redomi, il cervello della nuova Lucchese punta alla Lega Pro
Ha rischiato di lasciare il calcio per la rottura della milza in uno scontro di gioco durante una partita amichevole
LUCCA. Nel cuore del centrocampo a smistare palloni. Nicola Redomi è il cervello dell’Fc Lucca promosso in serie D dove, salvo colpi di scena, sarà ancora un punto fermo.
L’ufficialità non c’è, ma il metromono rossonero, che ha giocato in coppia con Aliboni o Espeche, rientra nei piani tecnici del direttore sportivo Bruno Russo.
A 24 anni ha ancora davanti una carriera calcistica molto lunga e la sua esperienza e qualità possono fare la differenza anche in serie D. Nel frattempo il regista rossonero è al quinto anno di Giurisprudenza.
Un affare di famiglia. Il calcio è una questione di famiglia. Redomi è figlio d’arte. Papà Renzo, 53 anni, ha militato in B e C con le maglie di Carrarese, Massese, Sampdoria e Ternana. Una vecchia conoscenza di Bruno Russo che lo aveva allenato nel Castelnuovo nella stagione 2007-2008. E che lo ha fortemente voluto nella Lucchese. All’ombra della Mura è stata una tappa di rilancio. Dopo essere stato tra la vita e la morte. Una storia lieto fine che poteva trasformarsi in tragedia. Dopo la sua migliore stagione nel Figline di Torricelli (7º posto e 5 gol) nel luglio scorso va al Gubbio in prova, in procinto di trasferirsi alla Carrarese, ma in amichevole col Sorrento è vittima di un tremendo infortunio. In uno scontro fortuito con un avversario si rompe la milza. Redomi viene ricoverato in rianimazione e grazie al provvidenziale intervento chirurgico di splenectomia del dottor Corbucci, medico sociale umbro, si evitano gravissime conseguenze. Poi, in ritardo, il passaggio alla Carrarese (10 presenze da titolare con mister Francesco Monaco amato ex rossonero) e la festa per la conquista della Prima Divisione: «Due promozioni consecutive, ma questa a Lucca è stata più bella e mi ha fatto dimenticare i brutti momenti dell’infortunio. Sono stato fermo quasi tre mesi, pensavo di dovere smettere. Me la sono vista brutta. Poi ecco l’occasione della Lucchese. Anche se in Eccellenza non potevo rifiutare: la piazza è blasonata e i progetti sono importanti. E’ stato un campionato in crescendo e ci siamo tolti tante soddisfazioni. E non è finita: c’è ancora il record di punti». L’innesto di Redomi a settembre (insieme a Granito ed Angeli) ha permesso di fare un salto di qualità alla squadra di Lazzini che aveva seguito il centrocampista massese durante gli allenamenti alla Carrarese. Ex professionista con le maglie di Castelnuovo, Valenzana, Figline e Carrarese. Una mezz’ala che abbina qualità e quantità. Redomi è stato un enfant prodige. Dal 2003 al 2007 è cresciuto nel settore giovanile dell’Inter. «Sono andato vicino ad essere convocato con la prima squadra, ma la società decise di mandarmi alla Pro Sesto in C1, infine ho iniziato a girare alla Valenzana e Castelnuovo (in C2), poi Figline e Carrarese». Un gol del regista rossonero ha consentito all’Fc Lucca di superare il Pietrasantamarina. Un ragazzo con la testa sulle spalle, serio e volitivo.
Il suo futuro sarà deciso a breve. «Non ho avuto incontri ufficiali con la dirigenza, ma conoscono la mia volontà. – dice il metronomo Redomi – Mi piacerebbe restare ed aprire un ciclo vincente nella Lucchese. Cosa farò dopo la carriera di calciatore? Sono ancora giovane, è presto per fare progetti. Comunque vorrei rimanere nel calcio che in casa mia respiro da sempre. Ora penso a laurearmi in Giurisprudenza, ma non voglio fare l’agente Fifa».
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