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Lucca, il nuovo procuratore capo: «Uffici giudiziari con organici a posto, così è possibile lavorare bene»

di Pietro Barghigiani
Lucca, il nuovo procuratore capo: «Uffici giudiziari con organici a posto, così è possibile lavorare bene»<br>

L’insediamento al Galli Tassi del magistrato che arriva da Pistoia

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LUCCA. Un ufficio giudiziario con organici idonei per poter lavorare bene, dal fronte dei magistrati a quello del personale amministrativo.

Il procuratore capo Tommaso Coletta, 65 anni, origini fiorentine, si è insediato da primo inquilino dell’ufficio requirente al Galli Tassi dopo un periodo di reggenza coperto dalla dottoressa Lucia Rugani che, a sua volta, aveva sostituto il dottor Domenico Manzione, e che a breve andrà in pensione. Si è definito in varie occasioni, prima ancora che un procuratore della Repubblica, un “procuratore di giustizia”.

La struttura nelle sue articolazioni è uno degli elementi su cui il nuovo procuratore trova maggiori rassicurazioni operative.

«A Pistoia avevo quasi finito il periodo di 8 anni come capo della Procura – spiega il dottor Coletta -. Mi sono guardato intorno e ho colto l’opportunità di una sede libera come quella di Lucca. Una città che non conosco bene, ci sono stato da turista occasionale».

Al netto di una finestra temporale di almeno 6, 7 mesi per coprire il posto della dottoressa Rugani, il numero dei sostituti procuratori (dieci) incoraggia il capo dell’ufficio.

«Arrivo da una situazione con numeri diversi – prosegue – . Qui si può lavorare bene con una buona organizzazione. Penso anche alla parte amministrativa. Un decreto ministeriale ha riportato l’organico a 41 unità».

Sull’aspetto della repressione e prevenzione dei reati, il procuratore vede una provincia non diversa – a livello di tipologia di reati – dalle altre toscane, ad eccezione di Firenze che ha un’estensione e una complessità uniche in regione.

«Lucca è una realtà che non esprime reati particolari – analizza il dottor Coletta – . Ho rilevato moltissimi codici rossi (donne e fasce deboli vittime di violenze, ndr) e truffe online. I furti sono nella media. Quello che emerge, come da altre parti, è la percezione di un’insicurezza che, però, non trova riscontri nei dati. Più complessa la situazione della Versilia, soprattutto d’estate con un aumento significativo delle presenze. Crescita di incidenti stradali anche gravi, situazioni di microcriminalità, spaccio nella pineta di Torre del Lago, rapine di orologi di lusso».

Entrato in magistratura nel marzo 1990, dal 13 maggio 1991 è stato sostituto procuratore al tribunale di Vibo Valentia, dal 26 maggio 1994 sostituto procuratore al tribunale di Prato, dal 9 luglio 1999 ha ricoperto il medesimo incarico al tribunale di Firenze e dal 27 dicembre 2019 è diventato procuratore della Repubblica a Pistoia. Da giovane magistrato a Vibo Valentia si è occupato di criminalità organizzata e dei delitti contro la pubblica amministrazione (sua l’inchiesta “Malebolge” con arresti per i reati di associazione a delinquere finalizzati a estorsione e usura) . A Prato si è distinto per le indagini su reati fallimentari con complessi processi per bancarotta. A Firenze si è occupato di criminalità economico-fiscale e dal 2006 al 2016 è stato assegnato alla locale Direzione Distrettuale Antimafia. Dopo l’esperienza di Pistoia iniziata nel 2019, l’approdo a Lucca.l

Pietro Barghigiani

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