Lucca, dal set alla vita reale: un premio a Guanciale contro lo stigma della malattia
Il “Tobino” all'attore protagonista della fiction sullo psichiatra: «Progetto che mi ha fatto crescere»
LUCCA. «Tobino ha dato vita a una rivoluzione empatica». Lino Guanciale, tornato a Lucca ieri, all’auditorium San Romano, in occasione della proiezione del documentario sullo psichiatra e della consegna del Premio Mario Tobino, ne è convinto.
Non dimenticare l’importanza della memoria, del teatro e della salute mentale, questo l’intento di: “Mario Tobino – Quelle matte degne d’amore”, il documentario promosso dal Consiglio Regionale della Toscana in collaborazione con la Fondazione Mario Tobino, firmato da Simona Bellocci e prodotto da intoscana.it e da Fondazione Sistema Toscana. Tobino fu il medico che andò oltre il protocollo e umanizzò le terapie. Per lui era fondamentale mantenere l’equilibrio e l’identità della persona, anche nella follia. Nel documentario viene evidenziata la sua empatia e positiva impulsività.
«Rivoluzione empatica». Così l’attore Lino Guanciale ha definito il lascito del lavoro dello psichiatra, sostenendo che lo stigma sociale che ancora oggi oscura la salute mentale vada superato «perché la diversità non è un mostro da temere, è un orizzonte degno di interesse – ha detto – Tobino ha lasciato un segno indelebile nella mia quotidianità, nel modo di guardare alla disabilità mentale. Mi auguro sempre di portare alle persone un valore al di fuori della storia in sé e sono molto contento che questo lavoro mi abbia dato ciò che mi aspetto sempre dai miei progetti: crescita personale».
Nel prodotto audiovisivo vengono raccontate testimonianze, materiali d’archivio, diari inediti e il passaggio alla Legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi, vissuta da Tobino come una sconfitta personale e professionale, ma il fulcro del progetto è sensibilizzare sulla salute mentale. «La capacità di Tobino di guardare alla persona prima ancora che alla malattia è un'eredità ancora attuale» ha detto la presidente del consiglio regionale Stefania Saccardi. Il film è anche testimone delle fragili condizioni del complesso monumentale di Maggiano, la presidente della Fondazione Mario Tobino, Isabella Tobino, dichiara: «Le istituzioni sono costantemente al lavoro per il recupero e la salvaguardia della struttura, ma rischiamo di perderne la memoria materiale».
Lino Guanciale ha ritirato il Premio Mario Tobino, conferitogli dalla Fondazione Tobino in occasione della serata d'apertura del Premio Viareggio-Rèpaci. L’attore lo dedica alla nuove generazioni, ai giovani che potranno fare dell’arte e della cultura il loro lavoro o la loro grande passione e che potranno essere portavoce di questioni che ci riguardano tutti, come il benessere psicologico. Infatti l’incontro a San Romano è solo il primo della rassegna dedicata ai giovani del Festival Teatro Scuola GenerAzioni, che si terrà quest’autunno, presso il Foro Boario, tra il 12 e il 16 ottobre. Presenti all’evento anche la direttrice artistica del progetto, Miriam Iacopi, e la prima ricercatrice di INDIRE, la Dott.ssa Claudia Chellini, che hanno sottolineato il legame e l'importanza che c’è tra la formazione scolastica e l’attività teatrale. In chiusura a questa giornata ricca di cultura e riflessioni, ragazze e ragazzi, tra cui alcuni dell’Associazione teatrale Guarnieri, hanno avuto l’opportunità di porre a Guanciale delle domande sull’arte e sul teatro: «Il teatro è sempre in crisi, ma non muore mai, è così da millenni – ha detto l'attore – Questo perché lavora sulla comunicazione in presenza e sarà sempre un modo per dibattere sull'individuo. Per questo i giovani vi si stanno riavvicinando. Io ho trovato in questo ambiente il miglior luogo per esprimermi, per sbagliare e per non dover compiacere gli altri, perché a teatro quello che è “normale” non funziona, mentre lo fa ciò che è straordinario e difettoso». l
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