Accorpamenti nella Piana, il dirigente rassicura: «Le dodici scuole saranno uguali»
Il messaggio del prof Marchetta dopo l’unione di Porcari, Villa e Montecarlo
PORCARI. «È importante chiarirlo fin dall’inizio: nel nuovo Istituto non ci saranno plessi “centrali” e plessi “periferici”. Ciascuna delle nostre dodici scuole avrà la stessa importanza e la stessa attenzione».
Così il dirigente scolastico Antonio Marchetta, alla guida dell’istituto comprensivo di Porcari, Montecarlo e Villa Basilica (tre Comuni, dodici plessi) alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico, il primo dopo gli accorpamenti.
«La ricchezza del nuovo Comprensivo sta proprio nella pluralità dei suoi territori, delle sue esperienze e delle persone che ogni giorno vi lavorano – è il messaggio del dirigente - . L’accorpamento rappresenta certamente una sfida organizzativa importante, soprattutto in questa prima e delicata fase di transizione, ma può e deve diventare soprattutto una grande opportunità di crescita».
Secondo il professor Marchetta un progetto nato in un plesso potrà diventare patrimonio degli altri; una buona pratica didattica sperimentata a Porcari potrà essere condivisa con Montecarlo e Villa Basilica, così come esperienze e progettualità sviluppate a Montecarlo o Villa Basilica potranno arricchire le scuole di Porcari. «Competenze, idee, professionalità, risorse ed esperienze potranno circolare e moltiplicarsi – chiarisce –. È questa la vera ricchezza dell’unione: non perdere le identità, ma metterle in relazione. Come ricorda un noto proverbio africano, “Per educare un bambino serve un intero villaggio”. Da quest’anno il nostro villaggio è diventato più grande. Costruire una nuova organizzazione richiederà inevitabilmente tempo. Serviranno la collaborazione di tutti, la giusta pazienza, disponibilità all’ascolto e anche l’apertura verso qualche piccolo cambiamento. Nessuna organizzazione complessa può funzionare senza un autentico lavoro di squadra. E la squadra della scuola è una squadra grande: ne fanno parte gli alunni e le loro famiglie, i docenti, il personale ATA, i collaboratori del dirigente e i capi plesso, le amministrazioni comunali, le associazioni e tutte le realtà dei territori che quotidianamente collaborano con noi.
A tutti chiediamo di contribuire, ciascuno nel proprio ruolo, alla costruzione di questa nuova comunità con spirito collaborativo e con la consapevolezza che l’obiettivo finale è comune: offrire ai nostri bambini e ai nostri ragazzi una scuola sempre migliore. Una scuola, del resto, non è fatta soltanto di edifici, classi e uffici. È fatta soprattutto di persone, relazioni, idee e futuro».l
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