Lucca, ricatto sessuale per il video in rete: imprenditore paga e poi denuncia
Donna incontrata sul web minaccia di divulgare filmati che lo ritraggono nudo
LUCCA. Attenzione agli incontri piccanti in rete perché dietro la richiesta di amicizia può nascondersi un ricatto sessuale online. La polizia postale e i carabinieri nel solo mese di agosto hanno ricevuto decine e decine di denunce di persone – adolescenti, giovani, adulti e anziani – vittime di sextortion con i protagonisti delle truffe che creano profili falsi su social network, app di dating o chat conquistando la fiducia della vittima e fingendo un interesse di natura sentimentale o sessuale per indurla a inviare foto o video intimi, oppure a registrare di nascosto videochiamate a sfondo sessuale tramite screenshot.
L’ultimo caso è avvenuto 12 giorni fa con il protagonista, un cinquantenne imprenditore della Lucchese, terrorizzato dal rischio di vedere pubblicati su Internet video che lo ritraevano nudo e che avrebbero avuto un impatto devastante sulla sua reputazione nella cerchia di amici, clienti e fornitori ha eseguito tre pagamenti su altrettante carte postpay prepagate su conti differenti e per un importo che supera mille euro. Solo alla richiesta di un quarto versamento, questa volta da mille euro, l’uomo d’affari ha deciso di non cedere ulteriormente alle minacce e si è rivolto alla polizia.
I fatti
Poco più di due settimane fa l’imprenditore accetta sul suo profilo Fb la richiesta di amicizia di una donna, dalla foto apparentemente di 40 anni. Inizia a interagire in rete scambiando opinioni e cercando interessi comuni. Con il passare dei minuti l’attrazione dell’impresario per la donna cresce sempre di più tanto che la conversazione si sposta sulla piattaforma Messanger.
Videochiamate hard
Sulla piattaforma gratuita di messaggistica istantanea il quadro cambia radicalmente. Il dialogo diventa più intimo: la donna invia una videochiamata in cui si mostra completamente nuda e in atteggiamenti provocanti e libidinosi. L’imprenditore a quel punto lascia andare i freni inibitori: risponde alla video call assumendo, completamente nudo, un atteggiamento ammiccante e malizioso.
Il ricatto sessuale
Pochi minuti dopo la fine dell’eccitante videochiamata l’imprenditore inizia a ricevere messaggi dalla quarantenne con la minaccia di pubblicare in rete il video intimo e le foto che le aveva scattato che lo ritraevano spogliato e in atteggiamenti inequivocabili. Terrorizzato dalle possibili conseguenze sulla sua vita e sul suo lavoro, il cinquantenne eseguendo le richieste della donna conosciuta in rete esegue tre transazione – due da 300 euro e una da 500 euro – su altrettante carte postpay. Il giorno successivo riceve dall’adescatrice sessuale assicurazioni che il video in questione non sarebbe stato pubblicato avviandosi alla distruzione.
Altra minaccia e denuncia
24 ore dopo invece l’impresario viene contattato da un numero Whatsapp corrispondente a una persona che sosteneva di avere il filmato e le foto che lo ritraggono nudo e minacciava di pubblicarle se non vengono versati mille euro su una carta postepay. Minacce che si ripetono pressanti per alcuni giorni sino quando il cinquantenne, spaventato per le possibili conseguenze, si è rivolto alla polizia che avrebbe individuato 4 persone, tre delle quali immigrati dall’Africa e residenti in Campania.
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