Gli aggiornamenti
Lucca, duplice condanna per atti persecutori sulla ex moglie
Due anni e sette mesi complessivi a ristoratore che aveva reiterato più volte il divieto di avvicinamento
LUCCA. Nuova condanna – stavolta per due procedimenti legati ai reati ad atti persecutori e reiterati divieto di avvicinamento commessi nel 2025 ai danni dell’ex consorte – nei confronti di un ristoratore 47 anni, originario del sud Italia. Il commerciante già nel gennaio 2025 era stato condannato dal giudice Riccardo Nerucci alla pena di 5 anni e 8 mesi per il reato di estorsione e stalking nei confronti della ex moglie a seguito della denuncia presentata dalla donna, anch’essa ristoratrice lucchese assistita dall’avvocato Florenzo Storelli, per una serie di comportamenti tenuti dal suo ex dopo la fine del loro rapporto avvenuta nel 2022.
Le sentenze
Nelle due distinte sentenze – emesse ieri pomeriggio dalle 15 alle 17 dal giudice monocratico Gianluca Massaro – il ristoratore ha avuto nella prima circostanza una condanna a uno e mezzo di reclusione e nella seconda a 13 mesi di reclusione.
Che si sommano ai 5 anni e 8 mesi della condanna originaria – confermata anche in Corte d’Appello a Firenze – e con ancora un paio di procedimenti penali non ancora giunti in aula che lo vedono accusato di evasione e falsa testimonianza.
Episodi legati
I nuovi procedimenti penali sarebbero scaturiti, secondo quanto stabilito dal giudice di primo grado, dai continui comportamenti molesti e dalle reiterate e ripetute condotte persecutorie messe in atto dal quarantasettenne ristoratore che, peraltro, nel luglio scorso era stato assolto dalle stesse accuse per episodi risalenti da gennaio a giugno del 2025 dal giudice Antonella Frizilio.
Per l’accusa i comportamenti ossessivi dell’uomo – nonostante avesse già scontato periodi di custodia cautelare sia in carcere che ai domiciliari come accadde nel dicembre 2023 quando aveva sbarrato la strada in centro storico alla ex moglie per poi transitare continuamente sotto la sua abitazione e nelle vicinanze del luogo di lavoro – sarebbero proseguiti in modo pervicace nel corso del tempo con violazione continue delle prescrizioni e dei divieti di avvicinamento stabiliti dall’autorità giudiziaria a tutela della vittima del reato. l
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