Marlia, nessuna contaminazione su aria e acqua dopo il rogo all’Icp
L’esito delle analisi strumentali di Arpat a seguito dell’incendio della cartiera
MARLIA. Nessun problema di inquinamento di aria e acqua dopo l’incendio che il 31 luglio ha devastato la cartiera Icp Srl in via del Fanuccio.
Lo certifica a Arpat dopo aver effettuato gli accertamenti sulle possibili ricadute ambientali dell’evento.
L’incendio, sviluppatosi intorno alle 23, 30 e quasi completamente estinto intorno alle 3 del primo agosto, ha interessato la linea di produzione, in particolare una macchina continua, coinvolgendo prevalentemente bobine di carta e materiali in lavorazione.
«In considerazione delle condizioni meteorologiche, dei materiali interessati e della durata dell’incendio, la valutazione effettuata sulla possibile ricaduta dei fumi non ha evidenziato elementi di particolare rilevanza – si legge nel report -. Anche l’analisi dei dati della centralina di monitoraggio della qualità dell’aria di Capannori ha confermato la scarsa significatività dell’evento».
È stato, inoltre, effettuato un campionamento delle acque utilizzate per lo spegnimento dell’incendio, raccolte nella vasca di gestione delle acque meteoriche dello stabilimento. Sono state inoltre effettuate sul posto misure di temperatura, pH, conducibilità e ossigeno disciolto. Il campione prelevato è stato sottoposto ad analisi per la ricerca di metalli, microinquinanti e solventi.
«Gli esiti delle analisi non hanno evidenziato contaminazioni significative – ancora Arpat – . Per i microinquinanti ricercati, tra cui benzene, toluene, etilbenzene, stirene, idrocarburi policiclici aromatici, PCB, diossine e furani e solventi clorurati, i valori sono risultati conformi ai limiti di riferimento e, in generale, ampiamente inferiori agli stessi. Anche per i metalli pesanti analizzati tutti i valori sono risultati conformi ai limiti previsti per lo scarico in acque superficiali. L’alluminio, pur presentando un valore prossimo al limite di riferimento, è risultato comunque al di sotto dello stesso». L’Agenzia per l’ambiente conclude sostenendo l’assenza «di elementi di contaminazione significativa delle acque di spegnimento, né indicazioni di superamento dei limiti allo scarico per i contaminanti ricercati. Il campione analizzato non presenta pertanto indicatori di un impatto ambientale rilevante riconducibile all’incendio».l
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