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Lucca, ospedale sempre più internazionale: più turisti, più accessi e più risorse – Quanto incassa

di Gianni Parrini

	L'ospedale San Luca
L'ospedale San Luca

Stati Uniti e Regno Unito guidano la classifica degli stranieri ricoverati. Il direttore Puggelli: «L’aumento dei pazienti dall’estero fa crescere le risorse che vengono reinvestite nel sistema»

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LUCCA. Le Mura, Torre Guinigi, San Martino, piazza Anfiteatro. E, quando la vacanza prende una piega imprevista, anche il San Luca. Il Pronto soccorso dell'ospedale lucchese è diventato una tappa sempre più frequente per i turisti stranieri colpiti da malori, traumi o piccoli incidenti. Un fenomeno in costante crescita che segue l'aumento delle presenze in città e che, oltre a rappresentare una sfida organizzativa per il personale sanitario, genera anche nuove risorse economiche destinate a essere reinvestite nel sistema sanitario. Gli accessi di cittadini stranieri sono infatti in aumento e, insieme alle prestazioni erogate, contribuiscono a portare nuove entrate all'Asl.

I numeri

«Stiamo registrando numeri molto importanti – spiega il direttore dell'ospedale Francesco Puggelli –. Nel primo semestre del 2025 avevamo avuto 37.225 accessi complessivi al Pronto soccorso, quest'anno siamo saliti a 38.248. Quotidianamente battiamo i record storici: la media era di circa 180 accessi al giorno, mentre ormai raggiungiamo con frequenza quota 220-230, valori tipici della stagione influenzale». Tra questi cresce anche la componente dei visitatori stranieri. «Si incomincia a vedere una quota significativa di turisti – osserva Puggelli –. È un dato che parla positivamente della città e dimostra quanto Lucca sia diventata internazionale».

Rimborsi

L'aumento dei pazienti provenienti dall'estero non rappresenta soltanto una sfida organizzativa, ma produce anche un ritorno economico. Per i cittadini dell'Unione Europea le spese vengono rimborsate dai rispettivi sistemi sanitari nazionali, mentre gli extra-Ue pagano direttamente le prestazioni ricevute. I numeri lo testimoniano. Nel 2025 i ricoveri di cittadini stranieri hanno generato introiti per 310.361 euro, ai quali si sono aggiunti 133.055 euro derivanti dalle prestazioni di Pronto soccorso. Sommando i due dati si arriva a 443.416 euro nel 2025. Nel solo primo semestre del 2026 il valore dei ricoveri è già salito a 184.249 euro, mentre quello delle prestazioni di emergenza ha raggiunto 83.427 euro per un totale di 267.676 euro. Proiettando questi dati sull'intero anno, il valore complessivo potrebbe raggiungere i 535mila euro (368 mila euro dai ricoveri e 167 mila euro dalle prestazioni di Ps), migliorando di circa il 20% il dato del 2025. «Sono risorse che restano all'interno del sistema sanitario – sottolinea Puggelli – e che permettono di avere più personale, più strumentazione e quindi di migliorare i servizi».

I Paesi di provenienza

Anche la geografia dei ricoveri conferma la vocazione internazionale della città. Nei primi sei mesi del 2026 i ricoverati stranieri sono stati 41. In testa figurano gli Stati Uniti con 12 pazienti, seguiti dal Regno Unito con 9 e dalla Germania con 3. A quota due compaiono Canada, Albania, Paesi Bassi, Spagna, Romania e Polonia, mentre un ricovero ciascuno riguarda Moldavia, Lettonia, Irlanda, Principato di Monaco e Danimarca. Una classifica che ricalca quella degli accessi dello scorso anno, con americani e britannici ormai stabilmente ai primi posti tra gli utenti stranieri del San Luca.

La sfida organizzativa

Per l'ospedale questo significa anche dover affrontare carichi di lavoro sempre più elevati durante un periodo che un tempo era considerato relativamente tranquillo. Avendo Lucca un turismo di fascia medio alta, sia per età che per capacità di spesa, la maggior parte dei ricoveri riguarda l’area cardiologica e traumatologica: problemi di cuore, infarti, traumi da caduta o da incidenti. Ogni tanto capita anche qualche bambino che viene preso in carico dalla pediatria. Ormai, non è più sinonimo di pausa nemmeno per il Pronto soccorso, chiamato a garantire assistenza a una popolazione sempre più internazionale, con esigenze sanitarie e linguistiche diverse. Cresce infatti la necessità di avere personale sanitario che conosce le lingue straniere, soprattutto l’inglese, ormai è fondamentale anche in corsia. La recente introduzione del personale amministrativo e dei “facilitatori” all’interno della struttura di emergenza urgenza, si sta dimostrando utile anche per aiutare i turisti stranieri, che loro malgrado, sono costretti a far visita al San Luca.

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