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L'INCHIESTA

Lucca, peculato e truffa: medico imputato - Spariti farmaci e apparecchi sanitari

di Pietro Barghigiani
Lucca, peculato e truffa: medico imputato - Spariti farmaci e apparecchi sanitari<br>

Contestata anche la contemporanea presenza al lavoro a Lucca e Livorno

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LUCCA. La Procura ha chiesto il processo per un medico, all’epoca dei fatti in servizio all’Asl, con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e peculato.

È un’indagine condotta dai carabinieri del Nas di Livorno e coordinata dal sostituto procuratore Elena Leone quella che, dopo l’interdizione dal lavoro per un anno, trasforma ora Gianluca Cappetta, 62 anni, originario di Monterotondo (Roma) , residente a Lucca e domiciliato a Pisa, da indagato a imputato.

Strumenti spariti

Nel corso delle indagini i carabinieri avevano trovato diverse scatole di medicine nell’abitazione del medico non reperibili in farmacia, materiale ospedaliero e strumenti diagnostici e altro ancora che, secondo la Procura, Cappetta si sarebbe procurato nei giorni in cui prestava servizio nei vari ambiti in cui c’era bisogno di un medico del 118 o della guardia medica. Il raggio d’azione spaziava da Lucca a Pisa per arrivare fino a Livorno. A carico del medico c’è anche la contestazione di una presunta ubiquità, così almeno risulterebbe dalle carte, circa la sua presenza contemporanea in luoghi distanti decine di chilometri.

Presenze doppie

Un esempio è stato accertato quando il dottore risultava in servizio in forza al 118 su un mezzo di un’associazione di Lucca e nelle stesse ore era su una nave a Livorno per visitare i migranti che sbarcavano al porto. Un doppione fisico difficile fa spiegare.

Primi sospetti nel 2023

L’avvio degli accertamenti risale alla fine del 2023. Ai carabinieri di Bagni di Lucca si presenta un medico che lamenta la sparizione nel suo ambulatorio di un hard disk portatile contenente dati sensibili dei suoi assistiti e due apparecchi diagnostici di valore in uso a un suo collega. I militari chiedono chi ha usato gli ambienti nei giorni precedenti e viene fatto il nome di Cappetta. Il medico subisce due perquisizioni nella residenza e nel domicilio. Vengono rinvenuti svariati quantitativi di prodotti d’impiego ospedaliero, abbigliamento sanitario, strumentazione diagnostica, materiale medicale, presìdi deputati al pronto soccorso o per uso ambulatoriale. E in tutte le circostanze si tratta di materiale e medicinali diversi da quelli reperibili nelle farmacie private. Indizi pesanti che inguaiano il camice bianco. Per gli inquirenti sono classificati come presìdi sanitari che sarebbero stati prelevati da sedi e ambulatori delle province di Lucca, Pisa e Livorno di competenza dell’Asl Toscana Nord Ovest, Misericordie e punti di emergenza territoriali. Luoghi dove Cappetta aveva prestato la propria opera come medico convenzionato. I carabinieri del Nas hanno inserito nell’informativa finale anche la parte relativa a un presunto raggiro per intascare decine di migliaia di euro.

La truffa

Tra gennaio 2022 e dicembre 2024, il dottor Cappetta avrebbe truffato il servizio sanitario nazionale percependo compensi non dovuti per quasi 1600 ore di prestazioni mai eseguite per un corrispettivo di circa 36mila euro. Un accertamento cartaceo e incrociato, svolto in collaborazione con la Guardia di finanza di Lucca per l’aspetto finanziario, aveva portato gli investigatori dell’Arma a stabilire che negli orari indicati sui documenti il professionista sarebbe risultato contemporaneamente in servizio in contesti diversi con orari sovrapposti tra quelli prestati all’Asl con quelli svolti in regime privatistico tra l’ufficio Sanità marittima aereo e di frontiera della Croce Rossa o presso altri incarichi. A casa gli trovarono timbri e datari riconducibili a enti sanitari pubblici. Il sospetto è che fossero utilizzati per attestare – e poi incassare – in maniera irregolare le notule per ore lavorate solo sulla carta. E a pagare era sempre l’Azienda sanitarial


 

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