Lucca, conto svuotato con chat e mail esca: spariti in due ore oltre 35mila euro
I soldi usati dai truffatori per effettuare 28 pagamenti a favore di fisco e utenze
PORCARI. Le hanno svuotato il conto per pagare debiti con Agenzia delle entrate, Enel, società dei rifiuti e altri enti per un totale di 28 pagamenti e un importo di 35235 euro.
È successo tutto in poche ore ai danni di una 32enne di Porcari che, dopo aver cercato di ottenere dalla sua banca la restituzione dei soldi, si è rivolta ai carabinieri della Stazione di Capannori. Vittima di una frode informatica messa in pratica da persone capaci di muoversi tra tecnologia e psicologia. Sì, perché l’aggancio dell’eventuale malfunzionamento di un dispositivo usato per accedere ai conti personali è stato sostenuto da almeno un paio di conversazioni convincenti tra gli anonimi truffatori e la raggirata.
Il primo approccio arriva via WhatsApp. È la presunta banca che scrive avvertendola che c’è una transazione in sospeso a suo nome. Lei va sull’applicazione del Token (dispositivo tipo chiavetta, ndr) dell’istituto di credito e si accerta di non avere alcuna operazione in corso. Il giorno dopo il contatto si manifesta via mail. L’indirizzo apparente è quello della banca. «Il suo Token è stato dissociato dal vecchio cellulare, se vuole può abbinarlo al un nuovo telefono» è il messaggio. Qualcosa non torna. La cliente telefona al numero indicato per avere chiarimenti. Risponde una donna che le spiega che forse c’è un problema nell’applicazione e le chiede i dati anagrafici. «Deve disinstallare e installare l’applicazione per risolvere il problema» è l’invito dell’operatrice farlocca. La 32enne esegue e le arriva un codice da inserire. A quel punto la telefonista la rassicura su futuri eventuali disservizi. Passa un’ora è la chiama un uomo presentandosi come un operatore della sezione antifrode della banca che la mette a conoscenza che qualcuno ha avuto accesso alle sue credenziali facendo pagamenti dalla Bulgaria. «Mi ha detto di disinstallare l’applicazione e di reinstallarla, aggiungendo di aspettare due ore prima di reinstallare l’applicazione» racconta la donna che, al momento di concludere la procedura secondo le prescrizioni dei sedicenti impiegati della banca, si accorge del saccheggio. Ventotto pagamenti partiti dal suo conto per 35235 euro a favore di svariate società, dall’Agenzia delle entrate a Enel Energia, da Ama Spa (azienda dei rifiuti della capitale) ad altri enti.
«Ho ricontattato subito la banca e dopo una serie di controlli mi hanno bloccato il conto aggiungendo, però, che tutti i pagamenti effettuati erano stati da me autorizzati» sottolinea la 32enne. In allegato alla denuncia la cliente ha fornito ai carabinieri l’estratto conto dei beneficiari inconsapevoli dei soldi prelevati dalla carta bancaria della donna e spediti a sua insaputa
«Ci tengo a precisare che mi hanno truffato senza che abbia comunicato codici Otp o password per accedere al sito dell’home banking – sottolinea la raggirata -. Hanno rubato e trovato tutti i dati da soli. La banca mi ha risposto che, anche se non ho dato codici, non mi rimborseranno i soldi, dicendomi inoltre di contattare in autonomia i vari enti per il rimborso, visto che non si tratta di bonifici. Nel frattempo mi sono rivolto all’Adusbef per tutelarmi. La banca non è stata in grado di bloccare i pagamenti fraudolenti, mentre so che altri istituti li bloccano prima che il conto venga svuotato»l
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