Lucca, incendi dolosi nei boschi: coppia di pastori assolta
Ai coniugi (arrestati nell'aprile 2020) venivano contestati una decina di roghi
LUCCA. Assoluzione per non aver commesso il fatto. È la sentenza pronunciata dal giudice Carlo Gabriel Ciulla nei confronti di una coppia di pastori, ora in pensione, residente a Pescaglia, finita a giudizio con l’accusa di incendio boschivo doloso per una decina di incendi avvenuti tra Groppa e Monte Piglione dal 2011 al 2020.
I coniugi di 70 e 65 anni nell’aprile 2020 vennero arrestati dai carabinieri forestali. Il movente, secondo la Procura, era quello di ampliare le zone di pascolo bruciando i terreni boschivi. Nel conto addebitato alla coppia c’erano centinaia di ettari andati in fumo. Difesi dagli avvocati Francesco Frezza, Luca Cantini e Silvia Cavani, gli imputati fin dall’inizio aveva respinto le accuse che gli avevano portati ai domiciliari prima e al processo poi.
Già all’epoca dell’arresto il gip Antonia Aracri non aveva convalidato la misura – tre giorni ai domiciliari – sostenendo che erano diversi i punti da chiarire nella vicenda e che servivano ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri forestali per arrivare al dibattimento. Le indagini si basarono su episodi analoghi avvenuti in passato e sulla mappatura dei luoghi. Diverse furono le imprecisioni emerse in sede di udienza di convalida.
Prima tra tutte la notevole differenza tra la superficie andata a fuoco alle pendici del monte Piglione nel territorio di Pescaglia indicata nel verbale (oltre 5mila metri o 50 ettari tra prato e bosco) e quella realmente bruciata. Inoltre dagli atti non sarebbe stato trovato riscontro esatto dell’innesco che diede origine alle fiamme che si svilupparono in 3 punti con altrettanti focolai: un vicino all’abitazione di un pastore, un altro a breve distanza da una macchina appartenente ad uno degli indagati e un terzo in una zona più lontana senza però che nessun testimone avesse notato gli indagati aggirarsi in quell’area. Il dibattimento (la Procura aveva chiesto una condanna 6 anni) non ha portato prove sufficienti per arrivare a una sentenza di colpevolezza. E i coniugi, a sei anni dall’arresto, sono usciti dal processo togliendosi di dosso la macchia dei piromani. l
P. B.
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