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Lucca, nuova organizzazione per i medici di famiglia: ambulatori aperti tutto il giorno – Cosa c’è da sapere

di Sara Venchiarutti

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Via alle nuove Aft, le associazioni di dottori. L’organizzazione entrerà a regime da luglio: «L’obiettivo è ampliare e uniformare il servizio nelle zone»

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LUCCA. Partiamo dai numeri sul territorio: sette associazioni di Aft (Aggregazione funzionale territoriale) che coprono Lucca, la Piana e la Garfagnana. Per ciascuna si va dai 16 ai 35 medici di medicina generale – la più grande è quella di Capannori -, per un totale di oltre un centinaio di camici bianchi. Si arriva così agli orari degli ambulatori, coordinati in modo da fornire un servizio per l’intera giornata: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Certo, «ciascun paziente fa riferimento al proprio dottore, ma in caso di assenza di quest’ultimo e se il cittadino ha una necessità o un’urgenza e accetta di condividere i propri dati, può fare riferimento anche agli altri medici di quell’associazione di Aft», spiega Francesco Rossi, medico di base e referente per le Aft Lucca nord.

Insomma: medicina territoriale, si cambia. La nuova organizzazione dei medici di base è partita all’inizio mese e, una volta conclusi i vari adempimenti tecnici e burocratici, entrerà a pieno regime da luglio. Nel dettaglio, si parla di tre associazioni di Aft a Lucca (Lucca nord, Lucca sud e Lucca ovest), due sulla Piana (Capannori e Francigena) e due in Garfagnana. «C’è stata un’adesione praticamente di quasi tutti i medici del territorio. Grazie a un accordo regionale – spiega Rossi –, in questo modo cerchiamo di offrire al territorio e ai pazienti dei servizi aggiuntivi rispetto a quelli che avevamo a disposizione». Non solo: «L’obiettivo – aggiunge Rossi – è anche cercare di uniformare i servizi nei vari territori». Un passo indietro: le Aft, le “vecchie” aggregazioni funzionali ancora esistenti, «sono obbligatorie; all’interno – sottolinea Rossi – ci sono le associazioni, che sono volontarie e uniscono i medici sulla base che hanno una condivisione di intenti». Le ripercussioni – in senso positivo – sul paziente sono immediate. Si prenda ad esempio il caso in cui un medico è costretto ad assentarsi per un periodo per questioni personali o per malattia. «Allora i dottori riuniti nell’associazione di Aft – dice Rossi – si rendono disponibili per non lasciare i pazienti scoperti in caso di necessità. In pratica, il cittadino che si trova in difficoltà può trovare la risposta con qualcun altro». Un discorso simile si può fare per esigenze di orario: il paziente ha un problema sanitario dell’ultimo minuto, ma quel giorno gli orari del suo medico di fiducia sono incompatibili con quelli lavorativi. È presto detto: se lo desidera, può fare riferimento a un altro dottore del gruppo. E infatti «la grossa novità – spiega Rossi – è che con questa organizzazione dovremo avere una condivisione dei dati, per cui ciascun medico può accedere – se il paziente acconsente – ai suoi dati sanitari». Diventa quindi disponibile la sua “storia”, che il dottore può vedere ed essere così aggiornato sulla situazione specifica.

Un’importante novità riguarda per l’appunto la copertura oraria: «Dobbiamo fare un calendario di apertura dei nostri ambulatori in modo che siano coperte le fasce mattutine e pomeridiane», sottolinea Rossi. Di fatto si potrà sempre trovare una risposta per consulti e accertamenti, ma anche per le ricette.

Con l’obiettivo, nel prossimo futuro, di ampliare anche le prestazioni offerte. «Nell’ottica di una riduzione delle liste d’attesa, nell’ambulatorio di Borgo Giannotti – aggiunge Rossi – è possibile fare elettrocardiogrammi e spirometrie; poi stiamo lavorando su un progetto di rivalutazione dei pazienti in ossigenoterapia, anche in collaborazione con la Pneumologia, con servizi anche dentro le case di comunità. In pratica stiamo mettendo a punto nuove modalità per seguire il paziente». E, ancora, «andranno implementate anche le medicine di iniziativa per intercettare i pazienti cronici in modo da seguirli in maniera più corretta».

Progetti, sottolinea il medico, che è più semplice «portare avanti tutti insieme, anche valorizzando le diverse attitudini di ciascun dottore». Certo è che «l’obiettivo – aggiunge – è fornire sempre più servizi, dalla diagnostica a nuovi modelli organizzativi che possano migliorare la qualità del lavoro del medico, dando anche risorse per ottimizzare i tempi». Tra queste, ad esempio, c’è il servizio di segreteria o quello degli infermieri, cosicché i dottori si possono «aiutare a vicenda, magari inviando il proprio paziente da un altro dottore per una specifica prestazione», sottolinea Andrea Dinelli, vice segretario provinciale Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale. «Fisicamente – spiega Dinelli – rimangono le sedi dei medici, poi al paziente verranno comunicati tutti gli orari, così potrà vedere quale dottore c’è in quel momento, oltre agli orari del suo medico di fiducia».

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