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Lucca, ex manifattura, scaduti i termini: c’è solo l'offerta di Polimea

di Gianni Parrini
Lucca, ex manifattura, scaduti i termini: c’è solo l'offerta di Polimea<br>

Il Comune dovrà verificare sostenibilità e copertura finanziaria

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LUCCA. «Ne resterà soltanto uno», recitava il celebre slogan del film “Highlander”. E alla fine uno soltanto è rimasto davvero. Alle 17 di ieri si sono chiusi i termini per la presentazione delle offerte relative alla procedura ad evidenza pubblica con cui il Comune punta ad affidare la concessione di valorizzazione della Manifattura Sud, la più importante operazione di rigenerazione urbana avviata negli ultimi decenni in città. E, secondo quanto risulta, negli uffici di Palazzo Orsetti è arrivata una sola proposta: quella presentata da Polimea-Music Innovation Hub, il progetto che da anni punta a trasformare i 14mila metri quadrati dell'ex fabbrica di sigari in un polo dedicato alla cultura, alla formazione e alle industrie creative. Un esito che non era affatto scontato. L'amministrazione aveva prorogato il termine originariamente fissato al 30 aprile fino al 9 giugno proprio per favorire una partecipazione più ampia. Almeno tre diversi soggetti avevano effettuato sopralluoghi all'interno del complesso e agli uffici comunali erano arrivate richieste di chiarimento su alcuni aspetti della procedura. Alla fine, però, soltanto Polimea ha deciso di scoprire le carte.

Via alle verifiche

La partita non è comunque conclusa. Domani è prevista la prima seduta pubblica e il primo passaggio riguarderà la verifica della documentazione amministrativa. Gli uffici dovranno accertare la presenza di tutti i requisiti richiesti dal disciplinare e la completezza degli elaborati presentati. Solo successivamente entrerà nel vivo la valutazione dell'offerta. Anche in presenza di un unico concorrente il Comune dovrà verificare la qualità della proposta e la sua sostenibilità economica. Per partecipare era inoltre necessario presentare una cauzione provvisoria di 420mila euro. La concessione potrà avere una durata massima di 50 anni e prevede il riconoscimento del diritto di superficie, elemento fondamentale per consentire al concessionario di reperire i finanziamenti necessari. Se l'offerta supererà tutte le verifiche, si arriverà all'aggiudicazione. Da quel momento il concessionario avrà un anno di tempo per predisporre il progetto definitivo, ottenere le autorizzazioni necessarie, compreso il via libera della Soprintendenza, e avviare il percorso che dovrà portare all'apertura del cantiere.

Il progetto

L'idea di Polimea nasce nel 2022, in opposizione al progetto Coima, attorno a un gruppo di soggetti, per lo più lucchesi, attivi nei settori della musica, della formazione, della cultura e dell'accoglienza. Il progetto originario prevedeva una galleria della musica, sale prove e registrazione, spazi per l'alta formazione, attività culturali, un ostello per studenti e una quota limitata di attività commerciali e di ristorazione. Nel tempo, però, qualcosa è cambiato. Qualche tempo fa Andrea Rapaccini, presidente di Music Innovation Hub, spiegava al Tirreno che due anni di attesa hanno inevitabilmente modificato il perimetro del progetto. Alcuni soggetti sono usciti, come Ego Wellness, che ha deciso di concentrarsi sull'ampliamento del resort di San Alessio. Altri, come il Conservatorio Boccherini e l'Accademia di Belle Arti di Carrara, sono rimasti in una posizione interlocutoria a causa dei cambiamenti intervenuti nei rispettivi organi dirigenti. Ma evidentemente una rete composta da 10-12 realtà, prevalentemente del territorio ma aperta anche a contributi esterni, continua a esistere. Rispetto all’idea originaria anche la quota destinata ad attività commerciali e di ristorazione è destinata ad aumentare. Una scelta resa necessaria dall'incremento dei costi e dalla ricerca di un equilibrio economico più solido. Inoltre, c’è l'interesse di un importante operatore della ristorazione che potrebbe far parte del progetto.

Il nodo dei finanziatori

Resta però una domanda fondamentale: chi metterà i soldi? Se nelle prime versioni del progetto si parlava di un investimento compreso tra 20 e 24 milioni di euro sostenuto da fondi pubblici o partecipati, oggi il costo stimato per recuperare la Manifattura Sud è salito a 30-35 milioni di euro. Tra i soggetti che in passato erano stati indicati come possibili partner figurava Invimit, la società partecipata dal Ministero dell'Economia specializzata nella valorizzazione immobiliare pubblica. Ma nel corso degli ultimi mesi si è fatto riferimento anche a interlocutori privati e a investitori istituzionali interessati all'operazione. Finora, tuttavia, i nomi non sono mai usciti. Saranno proprio gli investitori a detenere la concessione, mentre a Polimea – che dovrà costituirsi in società di gestione – verrebbe affidata l'amministrazione del complesso e delle attività ospitate al suo interno.l


 

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