Decine di auto vandalizzate in Garfagnana, il raid contro gli ambientalisti: «Venite, è pronto il rinfresco»
Le macchine danneggiate al rifugio Donegani a Minucciano: i carabinieri sentiranno anche chi ha contestato l'iniziativa di Apuane Libere attraverso Facebook
MINUCCIANO. Un traccia digitale prima di quelle lasciate sulle fiancate delle auto lasciate ai margini del bosco. I carabinieri, d’intesa con la Procura, partono dai post su Facebook per indirizzare le indagini sugli atti vandalici ai danni di almeno 25 auto lasciate domenica mattina (7 giugno) nei pressi del rifugio Donegani dai partecipanti alla camminata promossa dall’associazione Apuane Libere.
Un’escursione come testimonianza della volontà di tutelare del patrimonio locale che, secondo gli ambientalisti, viene messo a rischio dalle coltivazioni di cave in costante aumento con uno sfregio irreversibile al territorio. Un “saccheggio”, a loro modo di vedere, pensato solo per alimentare il profitto di pochi senza pensare al bene comune.
Una giornata tra le Apuane e al ritorno la sorpresa di carrozzerie rigate e imbrattate da scritte offensive, specchietti spezzati, sportellini del serbatoio divelti. «Si tratta di intimidazioni mafiose» ha dichiarato il presidente dell’associazione Marco Giudici. Oltre alle Stazioni di Gramolazzo e Camporgiano, le vittime del raid vandalico hanno formalizzato le denunce contro ignoti nelle rispettive caserme riferibili alle aree di residenza. Alla fine le querele confluiranno in un unico fascicolo di indagine.
È stato un gesto che fa alzare i toni, degenerando nel codice penale, nell’eterno scontro-confronto tra chi vede le cave come occasione di sviluppo e lavoro per una comunità e chi ne condanna lo sfruttamento come svilimento dell’ambiente.
Ora la questione ambientale-industriale diventa un’inchiesta dei carabinieri che sono al lavoro per identificare gli autori dell’incursione teppistica. Un’attività che parte dai post precedenti all’iniziativa di Apuane Libere.
C’è chi scrive “andate al mare vagabondi” e poi aggiunge “non venite domenica, si prevedono grossi temporali con neve e pioggia, anche grandine, si rischia di rimanere isolati”. E ancora “venite numerosi, il rinfresco è già pronto”.
Infine, una sorta di chiamata alle armi: “Mi raccomando tutti i cavatori da Vagli alla Versilia e Massa Carrara e Gorfigliano bisogna esserci” con l’emoticon delle mani giunte in segno di preghiera. E a corredo: “Forza cavatori uniti per dare una svolta decisiva”.
Non c’è un automatismo tra chi ha scritto i post e chi ha graffiato le auto. Ma di sicuro gli investigatori rintracceranno i titolari dei vari profili Facebook per una identificazione con richiesta di chiarimenti su senso e messaggio lasciato nelle rispettive bacheche o inserito in quelle di chi contestava la manifestazione degli ambientalisti.
Una quindicina di persone, è stato sottolineato da Apuane Libere, al momento della partenza della camminata «hanno cominciato a insultarci, a minacciarci. Del resto avevano iniziato il tam tam di insulti e minacce nei giorni precedenti, attraverso i social, completamente allo scoperto».
Persone che ora dovranno essere contattate dagli inquirenti anche grazie alle informazioni fornite dai partecipanti, oltre 300, all’iniziativa partita sulle vette delle Apuane e conclusa con una denuncia ai carabiieri. E le auto da portare in carrozzeria.
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