Lucca, Francesca Fazzi è Cavaliere della Repubblica: «Niente sostituisce la voce dell’autore»
Ha iniziato il proprio lavoro insieme la madre Maria nella casa editrice di famiglia: «Era uno spazio “suo”, io l’ho affiancata con le mie idee e le mie proposte»
LUCCA. Non poteva festeggiare meglio il traguardo dei quaranta anni di attività nella casa editrice di famiglia Francesca Fazzi, che proprio in questi giorni ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Nella motivazione si ricordano le collane create per la casa editrice fondata dalla madre, Maria Pacini Fazzi, nel 1966, e la promozione della collana “Italiane” nel 2016, dedicata alla valorizzazione delle figure femminili della storia italiana. Menzionata anche la pubblicazione “Madri costituenti” dedicato alle 21 donne presenti nell’Assemblea Costituente, a cura di Nadia Verdile, presentata nei giorni scorsi al Salone del Libro di Torino, selezionata dalla Regione Toscana. Nella motivazione viene ricordato anche l’impegno nel volontariato e nelle iniziative culturali.
Una storia che parte da lontano
L’onorificenza è il riconoscimento per l’opera di una donna arrivata, prima ancora di conseguire la laurea in lettere, nel 1986 nella casa editrice Mpf, fondata dalla madre con sede iniziale in piazza S. Alessandro. È del novembre 1986 il primo libro curato da Francesca “Materiali per Dino Campana” che inaugurò la prima di tante collane a lei dovute. «Forse, una volta laureata, avrei potuto fare altro – dice la neo Cavaliere – ma frequentando fin dai tempi del liceo la casa editrice avevo percepito che lì avrei potuto realizzare le cose che mi interessavano, in proprio. La casa editrice di mia madre era uno spazio “suo”, creato con impegno, fatica e perseveranza. Io l’ho affiancata con le mie idee e le mie proposte. Accanto a lei ho osservato e imparato, in un confronto costante all’interno del quale ho sempre avuto una mia autonomia».
Pubblicazioni di successo
Il successo delle tante pubblicazioni inserite nelle collane create da Francesca arricchiscono e valorizzano l’offerta di una casa editrice piccola, ma di qualità, che oggi può trovare nuovi spazi e mercati grazie alle possibilità arrivate nel campo della distribuzione, non più appannaggio soli grandi gruppi. «Gli spazi che ora si trovano on line e in soggetti e luoghi diversi dalle librerie – sottolinea Fazzi – rendono possibile ricavarsi la necessaria quota di mercato. Fondamentale è però saper centrare l’offerta e pubblicare opere di qualità. Spesso sono il frutto di idee partite da me, sulla base dell’attenzione alle tematiche del momento e anche alle richieste del mercato, con riguardo alla fedeltà dovuta al nostro territorio. Arrivano inoltre tante proposte, da valutare e selezionare con cura. L’obiettivo è non tradire il libro e l’autore, seguendo le linee guida della casa editrice. Le collane della Mpf danno la possibilità di veicolare l’opera con l’obiettivo di venderla, nell’interesse nostro e degli autori. Non si può pubblicare tutto».
Come realizzare un buon prodotto
Una linea che paga nel momento in cui la pratica dell’autoproduzione letteraria e la scarsa selezione che fanno tanti operatori vanno a detrimento dei libri di qualità. «Senza filtro editoriale, senza approfondita valutazione del testo, il necessario editing e il controllo del contenuto e della forma – conferma l’editrice – non si può mettere sul mercato un buon prodotto. L’eccesso di offerta, la quantità non possono non creare problemi alla qualità. Il rischio è quello di squalificare il prodotto e di indurre i lettori a pensare che tutti i libri sono uguali. C’è troppa proposta di basso livello. Ora si aggiunge il massiccio ricorso all’intelligenza artificiale, che può facilitare la scrittura e nella sintesi, e pure fornire idee promozionali. Ma non può sostituire la mente, il patrimonio di conoscenze, la cultura e la fantasia dell’autore».
I nuovi progetti
Fazzi in questi giorni è al lavoro su parecchi progetti. Incrementeranno la collana storica, per la quale è uscito il libro di Marina Cianferoni “Luigi Boccherini – L’ultimo quartetto”. L’editrice va poi avanti nel filone riservato alle figure importanti di donne nella storia italiana e punta sulla imminente pubblicazione del volume sul Volto Santo affidata ad Annamaria Giusti, già direttrice dell’Opificio delle Pietre Dure e sovrintendente del recupero della statua. Da non tralasciare, tra le uscite, l’opera del vincitore del Premio Maria Pacini Fazzi, Mattia Viti, che ha scritto “Tempora sub Phrigiano – La chiesa di S. Frediano nell’Alto Medioevo”.
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