Lucca, assoluzione per il commerciante Giovanni Martini
Era accusato di interruzione di pubblico servizio e oltraggio verso gli agenti durante un controllo anti Covid
LUCCA. Una doppia assoluzione per l’accusa di interruzione di pubblico servizio con la formula «il fatto non costituisce reato» e per quella di oltraggio a pubblico ufficiale «per particolare tenuità del fatto».
A distanza di sei anni e mezzo dall’episodio, Giovanni Martini, conosciuto gestore di locali del centro storico, già esponente di rilievo di Confcommercio, chiude con una sentenza assolutoria una vicenda che all’epoca fece clamore. Era il 7 novembre 2020, pieno Covid, quando due agenti della Municipale durante un controllo al Caffè Monica tra corso Garibaldi e via Vittorio Veneto per misurare la distanza tra tavoli e avventori, vennero offese da alcune persone. Almeno quattro che poi hanno definito la loro posizione tra patteggiamenti e messa alla prova. In quel frangente Giovanni Martini era uscito dal bar per capire cosa stesse accadendo. E nella discussione la situazione era degenerata. Le due giovani agenti erano state pesantemente offese nonostante stessero svolgendo il loro lavoro in maniera corretta. Non da Martini, ma dai clienti che le avevano apostrofate con epiteti offensivi. Di qui la denuncia che aveva coinvolto anche il gestore del bar. Per l’accusa la sua veemenza nel cercare di ristabilire la calma e mettere insieme le ragioni degli avventori con quelle dei controllori, sarebbe sfociata nei reati di interruzione di pubblico servizio e oltraggio a pubblico ufficiale. Nel corso del procedimento -le parti civili si sono ritirate dopo un accordo – Martini ha tenuto il punto sulla correttezza del suo comportamento. Un’esuberanza caratteriale riconosciuta, ma in quel contesto priva di elementi tali da violare il codice penale. Lo ha ripetuto anche in aula quando è stato sentito dal giudice Fantechi prima dell’ultima udienza. Assistito dagli avvocati Marco Treggi e Federico Corti, Martini ha spiegato la sua buona fede di quel pomeriggio di novembre 2020. E se aveva alzato i toni non era stato per offendere le donne in divisa. La concitazione del momento, il nervosismo degli avventori, uno dei quali con uno schiaffetto aveva fatto volare via il cappello a una agente, e il contesto di fibrillazione in generale non avevano aiutato nel definire nella giusta misura modi e frasi di Martini. Il processo è servito per chiarirlo e la naturale conseguenza è stata l’assoluzione.
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