Effetti della guerra
Lucca, allarme per l’odore di gas vicino alla cabina sequestrata
Intervento dei pompieri, Gesam Reti: «Nessun pericolo»
LUCCA. Nuovo allarme mercoledì sera nella zona della cabina del gas di via di Pulecino, a Picciorana, già al centro dell’inchiesta della procura sulla contaminazione da tetraidrotiofene (Tht) rilevata in alcuni pozzi privati di Antraccoli. Alcuni residenti che abitano nelle vicinanze della stazione ReMi hanno avvertito un forte odore di gas nell’aria e hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Sul posto sono intervenute le squadre del comando provinciale insieme ai tecnici del pronto intervento di Gesam Reti. Dopo le verifiche effettuate nell’area, non sarebbero emerse situazioni di pericolo per la popolazione né anomalie tali da richiedere evacuazioni o ulteriori misure di emergenza.
L’episodio riporta l’attenzione sulla cabina di via di Pulecino, finita sotto sequestro probatorio nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla sostituta procuratrice Elena Leone. È proprio attorno a quell’impianto che ruota il fascicolo aperto per inquinamento ambientale dopo il ritrovamento di Tht nelle acque di alcuni pozzi privati tra Antraccoli e Santa Margherita.
Dopo l’allarme di mercoledì, l’azienda è intervenuta con una nota ufficiale. Gesam Reti fa sapere che la centrale di Antraccoli è attualmente non accessibile perché sottoposta a sequestro disposto dall’autorità giudiziaria nell’ambito degli accertamenti tecnici ancora in corso. L’azienda spiega inoltre che la rete di distribuzione del gas tra Lucca e Capannori viene attualmente gestita attraverso un sistema interconnesso con altre due centrali operative e che, proprio per effetto del sequestro, la cabina di Antraccoli è stata portata in una condizione di erogazione “pressoché nulla”.
Secondo Gesam Reti, in questi giorni sarebbe stata rilevata «una percezione particolarmente intensa dell’odorizzante aggiunto al gas naturale», circostanza che avrebbe comprensibilmente allarmato alcuni residenti. L’azienda ribadisce però che «le verifiche effettuate confermano che la rete sta operando in condizioni di sicurezza» e che «non sussistono condizioni di pericolo per la popolazione». Si sottolinea anche come l’attuale assetto della rete sia temporaneo e legato proprio all’impossibilità di utilizzare la centrale sequestrata. Solo dopo la conclusione degli accertamenti tecnici disposti dalla procura e l’eventuale dissequestro dell’impianto, spiegano da Gesam, sarà possibile ripristinare il normale funzionamento. l
G. P.
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