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Lucca, la Questura chiude via Fillungo per il corteo della Liberazione. E’ polemica: «Scelta politica»

di Redazione Lucca

	Una manifestazione in via Fillungo
Una manifestazione in via Fillungo

Il sindacato Cobas: «Per via Fillungo sono passate tantissime manifestazioni politiche, sindacali e anche religiose e non è mai accaduto nulla»

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LUCCA. Sindacati, partiti, Anpi. È lunga la lista di realtà cittadine, in prima linea storicamente per le celebrazioni del 25 aprile a Lucca, fortemente critiche rispetto alla decisione di negare il transito del tradizionale corteo per la Festa della Liberazione da via Fillungo.

Reazioni immediate

Una decisione comunicata dalla Questura ai promotori pochi giorni fa. E le reazioni sono state immediate, a cominciare da quella dell’Assemblea 25 aprile Lucca di martedì scorso. «I Cobas scuola della provincia ritengono gravemente lesiva del diritto costituzionale di riunione e libera manifestazione del pensiero la prescrizione della Questura - afferma in una nota l’esecutivo provinciale Cobas scuola Lucca - L’articolo 17 comma 3 della Costituzione prevede che, in seguito al preavviso, le riunioni in luogo pubblico possono essere vietate "soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica". Tali motivi non possono essere previsti in via generale e astratta per cui in un luogo non si può mai manifestare, ma devono essere concreti e relativi ad una determinata situazione oggettiva in cui è a rischio effettivamente la sicurezza o l’incolumità pubblica». Il sindacato ricorda che «per via Fillungo sono passate negli ultimi decenni tantissime manifestazioni politiche, sindacali e anche religiose e non è mai accaduto nulla». E conclude: «la scelta risulta essere chiaramente di tipo politico».  Da qui l’invito alla partecipazione al corteo (appuntamento è alle 9 di fronte alla stazione ferroviaria).

Protesta condivisa

Il Fillungo "vietato" non è piaciuto neppure a Cgil e Anpi Lucca che «si uniscono alla protesta contro la decisione della Questura». «Una scelta assolutamente incomprensibile. Via Fillungo è infatti il percorso da sempre seguito dalle manifestazioni che si svolgono nel centro storico lucchese, senza avere mai creato problemi di sorta. Ma la chiusura di via Fillungo al corteo della Festa della Liberazione non preoccupa solo per il sovvertimento della tradizione delle manifestazioni pubbliche nella nostra città. Ciò che la Cgil e l’Anpi non possono tacere è soprattutto il restringimento degli spazi democratici e di partecipazione, che la Costituzione garantisce a tutti i cittadini, a cui da tempo ormai stiamo assistendo nel nostro Paese». Cobas, Cgil e Anpi ricordano e definiscono «deriva repressiva» l’identificazione e l’avvio di procedimenti «per circa sessanta manifestanti del corteo dello scorso 22 settembre».

Il corteo

E proprio per mettere in evidenza questo collegamento «gli organizzatori del corteo hanno deciso di farlo partire dalla stazione di Lucca, luogo simbolo della protesta». Di un divieto «assolutamente sbagliato» parla anche Rifondazione Comunista: «Questa restrizione è inaccettabile». Sulla stessa linea Potere al Popolo: «Il divieto di attraversare via Fillungo è solo l’ultimo atto di una gestione autoritaria. Non è "sicurezza": è la volontà politica di sedare il conflitto che nell’ultimo anno ha rotto il silenzio della città». 

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