Lucca, eredità tra contese e misteri: ora l’antico maniero è all’asta
Va all’asta l’antico complesso del cavalier Puccetti ad Aquilea: una vicenda da film intorno al compendio ottocentesco tra battaglie legali e insolite scoperte
LUCCA. Quando, oltre dieci anni fa, si aprì il testamento olografo, c’era anche una voce che recava indicato la proprietà “Al Palazzo”, nella frazione di Aquilea. Il proprietario (e autore del testamento), il cavalier Stelio Puccetti, noto informatore farmaceutico versiliese a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, morì a 79 anni nell’agosto del 2005 e dispose che quel complesso, risalente in parte all’Ottocento, dovesse diventare la sede di una Fondazione intitolata alla defunta moglie con finalità di beneficenza.
L’eredità di Puccetti era finita al centro di un caso particolarmente intricato (andato anche in tribunale), culminato alcuni anni dopo con il ritrovamento, all’interno del cassetto di un secretaire dell’Ottocento, di alcuni lasciti ritenuti autentici. Roba quasi da film. In ogni caso il destino di questa proprietà in località Aquilea alla fine finisce nelle mani Comune. Che, da parte sua, dopo valutazioni tecniche e giuridiche, qualche anno fa manifesta la volontà di rinunciare all’immobile, motivandola con l’impossibilità di costituire la Fondazione anche a causa degli importanti oneri da sostenere per la ristrutturazione dell’immobile, come spiega l’Agenzia del Demanio. Il bene, infatti, viene acquisito al patrimonio dello Stato il 21 dicembre 2022.
Che c’entra tutto questo con l’oggi? Ci si chiederà arrivati a questo punto. Dopo che il ministero della Cultura – segretario regionale per la Toscana – ha accertato che il compendio non è di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, l’Agenzia del Demanio ha messo in vendita questa proprietà tramite un avviso pubblicato il 26 marzo scorso, con scadenza per la presentazione delle offerte fissata alle 12 del prossimo 8 giugno. Non è il primo tentativo: c’era già stata una procedura tramite avviso d’asta per beni di valore superiore ai 400mila euro, pubblicata il primo luglio dell’anno scorso e terminata senza offerte. E ora l’Agenzia del Demanio ci riprova, abbassando il prezzo base, che è di 362.540 euro.
Il compendio “Al Palazzo” è composto da un ampio casolare rurale del XIX secolo, con accesso da via Aquilea e via del Cimitero, cui si aggiunge un manufatto in muratura ad uso autorimessa, una cappella privata, entrambi con accesso diretto da via Aquilea. Sono compresi – così come nel lascito – anche i terreni agricoli adiacenti, con ulteriori appezzamenti di terreno in prossimità della località Castellaccio, distanti circa 500 metri. Come spiegano dall’Agenzia del Demanio, l’edificio principale si sviluppa su tre piani fuori terra, per una superficie lorda complessiva pari a circa 720 metri quadrati (240 metro quadro a piano). Al piano terra si trovano i locali adibiti a cantina, con presenza di botti in legno originarie per la conservazione del vino; pareti non intonacate e piccole aperture verso l’esterno. È al primo piano che si sviluppa l’alloggio padronale, con pareti intonacate e tinteggiate, pavimenti in cotto e aperture di normali dimensioni. Al secondo piano, come sottotetto, c’è una porzione abitativa con finiture modeste, pavimenti in cotto e finestre di dimensioni ridotte. La restante parte è costituita da un unico vano uso soffitta, con piccole aperture.
Gli anni di disuso, però, hanno lasciato un’impronta sullo stato dell’immobile, descritto anche nell’avviso di vendita: nel complesso l’edificio, si legge, «è in uno stato mediocre di manutenzione, tranne l’appartamento al piano secondo che veste in cattive condizioni di manutenzione. La cappella e l’autorimessa di pertinenza sono in pessime condizioni di manutenzione. Il compendio immobiliare per essere utilizzato necessita di una ristrutturazione sia edilizia che impiantistica». Insomma, servirebbe un intervento importante, e pure nella parte esterna: fuori, si spiega sempre nell’avviso di vendita, il fabbricato è coperto quasi completamente da piante rampicanti (principalmente edera), che non permettono l’accesso al balcone del piano primo, risultando difficoltoso anche l’accesso all’alloggio. Si notano distacchi di intonaco, gli infissi esterni, comprese le persiane in legno, sono in pessime condizioni, alcune cadute a terra, il giardino circostante è invaso da piante infestanti.
Torna così nelle cronache il testamento di Puccetti. Il suo testamento olografo, come raccontato dal Tirreno diversi anni fa, era finito al centro di un vero e proprio intrigo con testamenti ritrovati e ritenuti falsi, stando ai giudici del tribunale di Lucca, e lasciti ritenuti autentici rinvenuti diversi anni dopo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=5890fa1)