Canone insegne a Capannori, corsa a rimediare agli errori: commercianti stangati dopo i nuovi calcoli
Le proteste dell'opposizione su come il Comune ha gestito l'operazione affidata all'Ica
CAPANNORI. «Più che a una assemblea pubblica sul canone pubblicitario ho assistito alla sagra degli errori macroscopici commessi nella determinazione degli importi richiesti in pagamento ai cittadini che hanno indotto l’amministrazione comunale ad ammettere le proprie responsabilità e a fare marcia indietro con l’impegno di ricalcolare le somme dovute sulla base di quanto dichiarato dai soggetti obbligati al pagamento».
È quanto afferma il consigliere comunale di Noi Moderati Domenico Caruso per il quale gli errori nella quantificazione della superficie dei mezzi pubblicitari e nella determinazione della durata della esposizione sono indicativi di un servizio – organizzato da Ica Spa – sul quale l’amministrazione comunale «non ha correttamente vigilato ed è pertanto responsabile dei disagi arrecati ai contribuenti».
Per il capogruppo di Noi Moderati i principi di buona fede e leale collaborazione da applicare alla materia impositiva avrebbero dovuto suggerire di acquisire i dati necessari per il calcolo del canone con la collaborazione e il preventivo coinvolgimento delle imprese «ed è grave che la stima sommaria di quegli elementi sia avvenuta sulla base di fotografie prive di data certa senza alcun altro riscontro documentale certo sulla durata per tutto l’anno dell’esposizione pubblicitaria».
Sullo stesso argomento intervengono anche i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Lido Moschini ed Elisabetta Triggiani. «Il sindaco, nel rappresentante la situazione, ha ammesso le gravi criticità nella determinazione del canone e gli errori di calcolo commessi dalla società incaricata scaricando, di fatto, la responsabilità sulla medesima – affermano -. Il primo cittadino, inoltre, alle severe rimostranze degli sventurati commercianti ha dichiarato che, anche, lui è rimasto meravigliato non sapendo quale sarebbe stata l’applicazione pratica del canone previsto dalla legge che fino, ad oggi, non era stata applicata. In pratica, chiosano i consiglieri, l’impressione è stata che la mano destra non sapesse che cosa faceva la mano sinistra. Altro aspetto, quasi imbarazzante, che è emerso quello che gli uffici non “dialogano fra di loro”. Ci sono stati dei momenti in cui gli esercenti sono “insorti” e non tanto sul merito del canone, ma sul metodo usato in spregio al più elementare spirito di collaborare fra Comune e cittadinanza. Abbiamo appreso che è stata emessa una delibera a “correzione” del tiro e, previo invito a non pagare la tassa già liquidata, è stato promesso l’invio di una comunicazione a tutti gli esercenti con le nuove indicazioni operative. Ci auguriamo che, da questa esperienza, l’amministrazione abbia imparato a prestare più attenzione alla comunicazione e alla tutela dei suoi elettori»l
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