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Caro gasolio, la denuncia della Cia: «Speculazione ai danni del settore»


	Il presidente della Cia Toscana Nord, Luca Simoncini
Il presidente della Cia Toscana Nord, Luca Simoncini

Il presidente Simoncini: «Il carburante agricolo su del 35 per cento»

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CAPANNORI. Allarme speculazione per i rincari del gasolio agricolo, giustificati come conseguenza della guerra in Medio Oriente.

«A pochi giorni dallo scoppio delle ostilità - commenta il presidente della Cia Toscana Nord, Luca Simoncini - stiamo assistendo a un aumento del 35% sul carburante agricolo, cosa che, a nostro avviso, non ha alcuna giustificazione se non quella di una speculazione ai danni del comparto agricolo».

A soffrirne sono soprattutto le aziende agricole della Piana di Lucca che coltivano le cerealicole e che si vedono balzare alle stelle i prezzi per i mezzi agricoli.

«Il vero rischio che corriamo - dice Simoncini - è quello di mettere in ginocchio l’intero comparto agricolo. Per questa ragione chiediamo che i consiglieri regionali del territorio si facciano portavoce in Regione per aiutare gli agricoltori. Quello che vorremmo capire è il motivo per il quale il gasolio agricolo ha subito un aumento di questa portata, mentre il carburante, ad esempio, per i camion solo del 18% e la benzina per le auto addirittura del 9%. A cosa è dovuta questa impennata dei prezzi? È questo quello che vogliono sapere i contadini. E lo vogliamo sapere adesso. Non ci basta la promessa di un’indagine futura da parte del Governo».

La Cia Toscana, intanto, ha chiesto che questa crisi sia messa all’ordine del giorno del primo consiglio regionale, affinché si possano individuare strumenti che possano supportare il comparto. Al centro del documento che la Cia ha presentato in Regione c’è proprio la richiesta di uno stop immediato alle speculazioni, attivando tavoli di monitoraggio permanenti per fermare i rincari sui carburanti e lungo la filiera, difendendo in questo modo sia i produttori, sia i consumatori. Viene, inoltre, chiesto che la Regione si faccia promotrice presso il Governo per lo stanziamento di risorse e misure compensative per i comparti in sofferenza.

«Ma ancora più dei tavoli - dice Simoncini - la Regione deve procedere con degli sconti sulle accise regionali e su questo si dovrebbero impegnare i consiglieri del nostro territorio: la nostra è una regione che vede nell’agricoltura una delle sue maggiori risorse e non può permettersi di penalizzare un intero comparto».

«L’impatto dei rincari energetici - dice Simoncini - è pesante per il settore primario, in particolare per il cerealico, ma anche per la serricoltura e la zootecnica da latte e sconta, in aggiunta, il peso consistente della crisi degli input tecnici, con fertilizzanti quasi irreperibili e dai costi proibitivi. Uno scenario con ripercussioni importanti anche sulla tenuta economica, sociale e ambientale dei territori rurali. Per questo chiediamo ai consiglieri regionali che rappresentano il nostro territorio di farsi promotori di un intervento concreto, a partire dalla proposta messa a punto dalla Cia», conclude il presidente Simoncini.l

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