Il Tirreno

Lucca

Corte d’Assise d’Appello

Femminicidio, Pescaglini torna davanti ai giudici

di Pietro Barghigiani
Femminicidio, Pescaglini torna davanti ai giudici

Fissato il processo l’appello per l’omicidio di Maria Batista Ferreira

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FABBRICHE DI VERGEMOLI. Seconda tappa giudiziaria con il processo d’appello per l’omicidio di Maria Batista Ferreira, la 51enne uccisa dal marito Vittorio Pescaglini con quattro pugnalate nel pomeriggio del 26 febbraio 2024 davanti all’Hotel Gorizia a Fornaci di Barga. L’uomo, 56 anni, il 18 giugno 2025 era stato condannato all’ergastolo a Lucca per il femminicidio.

A fine aprile tornerà in Tribunale. Stavolta sarà la Corte d’Assise d’Appello di Firenze a giudicare l’imputato, ai domiciliari dal febbraio 2025, che, in primo grado non è riuscito a evitare il massimo della pena per l’omicidio della moglie, “colpevole”, secondo l’operaio di Fabbriche di Vergemoli, di non volergli concedere il divorzio chiedendogli continuamente soldi.

Il difensore di Pescaglini, l’avvocato Gianmarco Romanini, dalla sua ha come unico margine per cancellare l’ergastolo il tentativo di far riconoscere le attenuanti al suo assistito riconosciuto capace di intendere e volere al momento del fatto e reo confesso del delitto. Le motivazioni della sentenza lucchese avevano chiarito le ragioni del fine pena mai.

«A portare all’omicidio di Maria Batista Ferreira non sono state le condotte vessatorie o provocatorie di quest’ultima, quanto, piuttosto l’impulsività del Pescaglini, la sua intransigenza e la sua marcata insofferenza per l’incapacità della moglie di prendere una decisione in merito alla separazione». L’operaio si era difeso sostenendo di non poterne più delle richieste di soldi della donna che lo avrebbe ricattato negandogli la separazione se non avesse pagato. La comunicazione via Sms della donna al cellulare del marito di non volersi presentare dal sindaco, il giorno dopo, per la separazione avrebbe innescato la rabbia assassina dell’operaio. Una furia scaricata sulla moglie colpita con quattro fendenti.

Una testimone in aula raccontò la scena poco dopo l’assalto mortale: «Riferendosi alla donna a terra ha detto: “Chiamali ora i carabinieri, p. ....a”. Quando sono arrivati i militari sono tornata sul posto e ho sentito che quell’uomo diceva “non ne potevo più”».

In appello Pescaglini si gioca l’ultima partita per evitare l’ergastolo.l

P.B.

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