Castelnuovo, l’amico soffoca per una patatina: Alessio se ne accorge e lo salva
Lo studente dell’Isi Garfagnana aveva fatto i corsi di primo intervento
CASTELNUOVO. Nelle situazioni emergenziali, che non avvisano nessuno quando si presentano, occorre sì con lucidità e sangue freddo ma soprattutto grande preparazione. In casi di questo genere, dove anche i secondi possono determinare la sopravvivenza o purtroppo la morte della persona coinvolta, l’aver seguito i corsi necessari per apprendere la tecnica della manovra salvavita rappresenta una decisiva ancora di salvataggio.
L’episodio
È stato così per Alessio Bertagni (pubblichiamo nome e foto con il consenso della famiglia, nda), studente della IIIB dell’Isi Garfagnana che si è reso protagonista di un intervento rivelatosi fondamentale per scongiurare il peggio. Durante la ricreazione il giovane, peraltro volontario della Misericordia di Castelnuovo, si è accorto di un compagno in difficoltà che stava rischiando di soffocare a causa dell’ingestione di una patatina. Senza perdere la calma, il tempestivo intervento del ragazzo ha fatto sì che la situazione si risolvesse in maniera rapida e soprattutto senza conseguenze grazie alla manovra di Heimlich. Un grosso spavento per il compagno di classe ma che fortunatamente ha avuto un lieto fine. Questo episodio dimostra come la formazione al primo soccorso rappresenti uno strumento fondamentale, capace di fare la differenza in situazioni critiche.
Il corso
Oltre a essere un soccorritore della Misericordia Alessio aveva frequentato, insieme ad altri studenti, il corso di disostruzione delle vie aree e Blsd (supporto vitale di base e defibrillazione) organizzato dalla sopracitata associazione di volontariato. Sotto la guida della professoressa di scienze motorie Silvia Marchiò, responsabile per l’intero Isi Garfagnana del corso, lo studente ha potuto apprendere quelle conoscenze fondamentali per affrontare un momento di reale emergenza.
«La nostra scuola, consapevole dell’importanza della prevenzione e della sicurezza, promuove ogni anno la diffusione dei protocolli di primo soccorso grazie all’impegno di alcuni docenti appositamente formati- affermano i vertici della scuola superiore del capoluogo garfagnino-. Il percorso educativo ha inizio dalle classi prime e prosegue progressivamente fino alle quinte. In questo ultimo anno gli studenti, grazie a uno specifico progetto voluto dall’istituto, hanno la possibilità di conseguire l’abilitazione come esecutori laici Blsd». L’esistenza dei corsi è stata resa fattibile dalla collaborazione tra la scuola stessa, la Misericordia di Castelnuovo e l’associazione Mirco Ungaretti Onlus, che da anni supporta molti istituti scolastici del territorio con competenza e grande professionalità. «Il nostro impegno nella promozione della cultura del primo soccorso non verrà mai meno- assicurano i vertici dell’Isi Garfagnana-. Ringraziamo tutti coloro che contribuiscono alla formazione di cittadini consapevoli, responsabili e pronti ad aiutare il prossimo».
I precedenti
L’importanza di apprendere queste tecniche di soccorso in ambito scolastico si era già rivelata fondamentale nel gennaio 2025.
Nel giro di pochi giorni una professoressa e una studentessa furono protagoniste di un duplice salvataggio. Terminata da poco la ricreazione, la docente di educazione fisica Maria Chiara Marchetti notò una studentessa portarsi le mani sul collo. Tutta colpa di una pasticca di proteine. Anche in quell’occasione fu decisiva la manovra di Heimlich, appresa durante i corsi tenuti dalla Mirco Ungaretti Onlus. Si trovava invece a casa la studentessa Chantal Santi, anche lei partecipante alle lezioni dedicate all’apprendimento del primo soccorso, quando sua padre accusò un malore. Prima dell’arrivo dell’ambulanza, fu proprio Chantal a salvargli la vita grazie a un provvidenziale massaggio di rianimazione. Altri due esempi di come la cultura della prevenzione stia diventando sempre più importante in qualsiasi momento della nostra giornata. Ogni anno sono circa 60mila le persone in Italia vittime di arresto cardiaco fuori dalle strutture sanitarie. Intervenire nel minor tempo possibile può aiutare a salvare delle vite.
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