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Bagni di Lucca, ordine di sgombero contro i gestori delle piscine di Villa Ada

di Pietro Barghigiani
Bagni di Lucca, ordine di sgombero contro i gestori delle piscine di Villa Ada

Il Comune vuole riprendersi l’impianto e contesta numerose inadempienze

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BAGNI DI LUCCA. È un’ingiunzione di sgombero notificata alla legale rappresentante della capogruppo dell’associazione di imprese che gestiva la struttura, la risposta del Comune all’infinito contenzioso tra ente proprietario e gestore delle piscine di Villa Ada.

L’ordinanza di lasciare senza indugio l’impianto ha come destinatari la Ssd Officina del Nuoto e la Ssd Imperium di Roma la cui responsabile è una 90enne.

Si ordina ai privati di rilasciare l’immobile entro trenta giorni dal ricevimento dell’ordinanza «con tutti gli annessi, connessi, accessioni e pertinenza, in quanto detenuto sine titulo».

È una storia costellata da infiniti contenziosi quella tra Comune e gestore delle piscine. Per la proprietà ci sono state inadempienze e violazioni contrattuali, «sintetizzabili nel mancato ritardato/versamento dei canoni di concessione e nell’omesso pagamento delle spese delle utenze». L’amministrazione un anno fa aveva rinunciato ad avvalersi della risoluzione contratto, in quanto, «tenuto conto dei tempi necessari per l’espletamento di una nuova procedura di affidamento, non avrebbe potuto riattivare l’impianto natatorio di Villa Ada prima di diversi mesi, risultandone, così, del tutto preclusa l’apertura durante l’incipiente stagione estiva». Era seguita una trattativa tra le parti conclusa con un accodo transattivo preceduto dal versamento, da parte dell’Ati, di somme a titolo di parziale rimborso del debito contratto nei confronti dell’amministrazione. Il gestore si era, tra l’altro, impegnato a saldare il debito residuo per utenze, pari a 16. 556 euro, con le seguenti modalità: versamento di quattro rate mensili di 2. 500 euro per ciascuno dei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto 2025, con pagamento entro il 15 di ogni mese; versamento di ulteriori rate mensili di 1. 420 euro ciascuna, a partire dal settembre 2025 e fino al saldo dovuto; ad aprire l’impianto natatorio di Villa Ada per la prossima stagione estiva entro e non oltre il 1° giugno 2025 e a provvedere all’apertura invernale tassativamente entro il 15 settembre 2025.

Riaperto l’impianto e terminata la stagione estiva, il Comune ha contestato che «nessuna delle rate dell’atto di transazione è stata versata; il canone di concessione della stagione estiva 2025 non è stato corrisposto; l’obbligo di procedere all’apertura invernale entro il termine tassativo previsto dall’atto di transazione è stato disatteso». Di conseguenze l’amministrazione, «a fronte della totale inaffidabilità della concessionaria, non ha potuto esimersi dal risolvere in via definitiva, il relativo rapporto, invitando l’Ati a rilasciare i beni oggetto della concessione liberi da persone e cose, nella piena disponibilità di questo ente, entro e non oltre il 30 settembre 2025». I privati hanno impugnato l’atto del Comune davanti al Tar che ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione.

Si arriva, quindi, all’ingiunzione di sgombero considerata la «perdurante occupazione dell’impianto sportivo di “Villa Ada” da parte della medesima Ati, posto che l’invito «a rilasciare i beni oggetto della concessione liberi da persone e cose, nella piena disponibilità di questo ente, entro e non oltre il 30 settembre 2025 è rimasto del tutto inottemperato».

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