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Lucca

La sentenza

Caso Fanini, assolti i quattro medici: erano accusati di omicidio colposo

di Gianni Parrini
L’ospedale San Luca di Lucca
L’ospedale San Luca di Lucca

L’imprenditore è deceduto nel novembre del 2019: i familiari avevano presentato esposto in procura. Per il giudice non c’è stata negligenza da parte degli imputati

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LUCCA. Assolti perché il fatto non sussiste. Con questa formula il giudice Gianluca Massaro, ieri mattina, ha prosciolto dall’accusa di omicidio colposo per colpa medica i quattro medici finiti a processo in seguito alla morte di Michele Fanini, imprenditore ed ex ciclista, deceduto a 74 anni il 4 novembre 2019 all’ospedale San Luca di Lucca. Una morte che fece rumore, perché Fanini oltre ad essere un imprenditore, era una persona molto conosciuta nell’ambiente del ciclismo, scopritore di talenti che poi hanno scritto pagine importanti nella storia di questo sport. Su tutti Mario Cipollini.

Non solo. I familiari di Fanini (i fratelli Brunello, Ivano e Pietro e il figlio Lorenzo) ritengono che il decesso del loro caro sia stato causato dalle cure inadeguate ricevute all’ospedale di Lucca. Così, avvalendosi della tutela dagli avvocati Alberto e Fiorenzo Alessi del foro di Rimini, presentano un esposto in procura.

Il caso finisce sul tavolo del sostituto procuratore Enrico Corucci che apre un fascicolo per omicidio colposo in conseguenza di colpa medica e iscrive nel registro degli indagati quattro persone: tre medici (di Pronto soccorso e Urologia) e il radiologo che hanno preso in carico Fanini nei cinque giorni che vanno dal suo primo accesso in Pronto soccorso, giovedì 31 ottobre, sino al momento del decesso, avvenuto lunedì 4 novembre. Si tratta di Stefano Vannucci, 42 anni, lucchese, difeso dall’avvocato Eleonora Romani, radiologo che il 14 ottobre effettuò un’ecografia addominale a Fanini; Massimo Aquilini, 64 anni, urologo del San Luca rappresentato dall’avvocato Florenzo Storelli; Fabio Tori, 67 anni, di Capannori, urologo del San Luca, difeso dall’avvocato Enrico Marzaduri; e Valentina Vigo, 38 anni, nefrologa del San Luca, rappresentata dall’avvocato Stefano Tovani del foro di Pisa.

Il pm dispone una serie di accertamenti, all’esito dei quali è lui stesso a chiedere l’archiviazione nei confronti dei quattro medici indagati ritenendo che non vi siano sufficienti elementi per sostenere l’accusa. Sembra finita, ma non è così. I familiari di Fanini si oppongono alla richiesta di archiviazione, ottenendo dal giudice delle indagini Alessandro Trinci l’imputazione coatta da parte della procura. Si arriva all’udienza preliminare nell’agosto 2023: il giudice Simone Silvestri, dopo aver valutato alcune testimonianze, dispone il rinvio a giudizio dei quattro medici. Il processo si apre nel novembre successivo di fronte al giudice monocratico Gianluca Massaro. In dibattimento hanno ruolo determinante le perizie medico-legali. Alla fine, il giudice Gianluca Massaro propende per l’assoluzione con formula piena dei quattro imputati, ritenendo che nel loro comportamento non vi siano state negligenze o errori direttamente collegabili alla morte di Fanini.


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