Lucca, i bomboloni del Nelli a Livorno per Natale. Il titolare: «Ecco perché lascio la città»
Stefano Zini spiega l’addio al mercatino di piazza Napoleone: «Chieste cifre fuori da ogni logica. Hanno fatto di tutto per distruggerci, non andrò in San Francesco»
LUCCA. «Se fossi rimasto a Lucca avrei speso almeno 20mila euro. A Livorno mi hanno chiesto 1.800 euro, luce compresa. C’è bisogno di spiegare altro?»
La forza dei numeri vince sulla tradizione. E per Stefano Zini, titolare del chiosco Nelli, istituzione lucchese datata 1893 e tappa obbligata per i golosi di frati fritti caldi e zuccherosi, la scelta obbligata in vista del Natale è stata quella di lasciare per la prima volta Lucca ed emigrare nella città labronica. Un a decisione non semplice che priva il periodo natalizio di una presenza che faceva parte dell’ “arredo urbano” nel cuore della città.
La proposta del Comune di trasferire il mercatino di Natale da piazza Napoleone a piazza San Francesco è stata accolta con aperta contrarietà dagli operatori. L’alternativa era quella di pagare le tariffe fissate dalla società che gestisce l’iniziativa “Lucca Magico Natale”.
Un costo iniziale per le attività alimentari di 9. 500 euro per un banco di 7 metri per 2, 5 destinato alla sola vendita, cui vanno aggiunti altri 1. 600 euro se si vuole effettuare anche la somministrazione.
Una somma a cui vanno aggiunte spese per cauzioni, corrente elettrica, permessi e adempimenti amministrativi. Il tutto per il periodo che va dal 23 novembre al 6 gennaio. Di qui l’addio alla città.
Zini, cosa è successo?
«La nostra piccola attività è sempre stata legata al territorio e alla localizzazione in città. Piazza San Francesco non è adatta, troppo periferica. Già con il trasferimento da piazza San Michele a piazza Napoleone abbiamo ridotto del 50 per cento la clientela. Lievitazione e frittura del prodotto richiedono una zona di passaggio per sfornare i frati senza lasciarli freddare».
I prezzi proposti erano fuori dalla sua portata?
«Siamo stati contattati, ma oggettivamente i prezzi non erano ragionevoli. Diciamo che erano fuori da ogni logica. Ho stimato in circa 20mila euro i costi finali. Per rientrare, forse, avrei dovuto raddoppiare il prezzo del frate che è di 1, 5 euro. Sarebbe stato un errore».
E, invece, a Livorno. ..
«Non c’è paragone. Dal 6 dicembre al 6 gennaio pagherò 1.800 euro, luce compresa. Potevo anche rimanere a Lucca, ma non mi sembra una cosa giusta essere presi per la gola».
Dopo gennaio cosa succederà al chiosco Nelli?
«La mia azienda è stata colpita al cuore. Noi svolgiamo l’80 per cento del lavoro sulle fiere di Lucca. Non abbiamo un negozio fisso. Il trasferimento in San Francesco ci ha dato il colpo di grazia. Siamo piccoli, i dipendenti li assumiamo a termine quando facciamo le fiere. Non è che lavoriamo tutto l’anno. E quando lo facciamo credo sia logico voler guadagnare, non far arricchire gli altri».
Come sono stati i contatti con l’amministrazione?
«Altro che venirci incontro... Diciamo che hanno fatto di tutto per distruggerci. Noi siamo la punta dell’iceberg per notorietà, ma ci sono altre 25 famiglie di operatori oggetto di critiche perché secondo qualcuno Lucca merita un mercatino di maggiore qualità. Vedremo cosa faranno. I miracoli non li fa nessuno. Mi immagino che il prodotto che vorranno proporre sarà quello di prima. È stato un accanimento ingiustificato, una critica insulsa verso gli operatori. Secondo me lo spirito che avrebbe dovuto animare l’amministrazione non doveva essere quello del distacco. Avrebbe dovuto ravvivarla e rinnovarla la fiera».
Natale da “emigranti” e poi cosa sarà del chiosco Nelli?
«A Lucca mi è rimasto solo il “Settembre Lucchese” a Borgo Giannotti, ma facciamo 5 giorni. In piazza San Francesco non credo di poterci andare».
Quindi i lucchesi torneranno a mangiare i frati solo nel settembre 2025?
«Ora per i Comics siamo in via Catalani di fronte all’Aci, ma sono pochi giorni. Non sono quelle che manifestazioni su cui contare. Sono il contorno. Onestamente mi trovo senza lavoro».
Perché secondo lei il voler alzare il livello del mercato di Natale è un’operazione sbagliata?
«Sono dell’avviso che non si doveva lasciare carta bianca ai privati nella gestione del mercatino. Sono convinto che gli operatori che arriveranno poi non torneranno».
Come vede il futuro della sua attività?
«La situazione è buia».
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