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Lucca, 20 posti per il “Dopo di noi” nella casa Mandorla. Quando apre, gli appartamenti e come funziona

di Rossella Lucchesi
Lucca, 20 posti per il “Dopo di noi” nella casa Mandorla. Quando apre, gli appartamenti e come funziona

La struttura attigua alle Barbantine è stata restaurata dalla Fondazione Cassa di Risparmio. È riservata alle persone con fragilità che possono emanciparsi dalla vita in famiglia

28 giugno 2024
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LUCCA. Lucca si arricchisce di una nuova struttura destinata al disagio sociale, dove soggetti fragili possono convivere serenamente e in autonomia senza sentirsi ospiti, ma facenti parte di una comunità che interagisce quotidianamente con loro. Dalle ceneri di un’ala del complesso delle Barbantine che si affaccia su via Elisa, fino a qualche tempo fa in parte sede di ambulatori medici, nasce la Comunità alloggio protetta “Mandorla” per la vita indipendente delle persone adulte con disabilità, una forma di abitare supportato previsto dal catalogo delle strutture socio assistenziali della Regione Toscana per disabili adulti che necessitano di un’assistenza per incrementare le loro capacità di autonomia e autogestione, relazionali, sociali e di inserimento nella vita della comunità. Un’opera imponente che ha richiesto circa quattro anni di lavori e l’impiego di decine tra operai, maestranze e professionisti, grazie ai quali l’immobile è tornato a nuova vita per essere operativo dal prossimo autunno, gestito dalla fondazione per la Coesione Sociale con il supporto di Anffas. Artefice della ristrutturazione è la fondazione Cassa di Risparmio che negli ultimi anni ha contribuito largamente al recupero della zona est della città, riqualificando prima la chiesa e il complesso di San Francesco, poi l’immobile di via Brunero Paoli che ospita gli alloggi universitari di Imt. E ieri l’inaugurazione di Casa Mandorla nel fabbricato che Maria Domenica Brun Barbantini, fondatrice della congregazione religiosa delle suore ministre degli infermi di San Camillo, aveva acquistato nel 1845 pensando di destinarlo a luogo di cura.

«Un altro tassello che si aggiunge al mosaico che abbiamo iniziato a comporre anni fa, intervenendo su opere strutturali con fini funzionali più che migliorativi come quella che oggi inizia il suo percorso al servizio di chi ha bisogno di assistenza, soprattutto quando i genitori non ci sono più e la famiglia non è in grado di accudire» afferma il presidente della fondazione Cassa di Risparmio, Marcello Bertocchini, auspicando che questo sia il primo di una serie di progetti analoghi sul territorio. «Un cantiere impegnativo – prosegue – che oggi restituisce un fabbricato di prestigio alla città, non a caso individuato proprio nel centro storico per dare ulteriore valore all’iniziativa e agevolare i rapporti con i cittadini».

Del medesimo avviso Lucia Corrieri Puliti, presidente della Fondazione coesione sociale intervenuta all’incontro inaugurale insieme a numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco Mario Pardini e il presidente della Regione Eugenio Giani, secondo i quali si tratta di un progetto di co-housing sociale da prendere come esempio che si inserisce a pieno nel quadro della legge del Dopo di Noi che permette a soggetti disabili di continuare a vivere in un contesto familiare anche quando resteranno da soli.

La struttura si sviluppa su tre piani con tre appartamenti sobri e luminosi serviti da ascensore. Due autonomi capaci di ospitare fino a 16 persone bisognose di un supporto per la vita in autonomia. E un terzo appartamento per quattro persone, dotato di una palestra di autonomia dove i disabili che vivono ancora in contesti familiari potranno sviluppare e consolidare capacità e competenze per emanciparsi in futuro dalla famiglia e inserirsi in un ambito di comunità. Il piano terra, invece, ospita spazi polifunzionali aperti alle associazioni del territorio e fuori un’ampia area per iniziative e svago. Oltre alla riqualificazione degli spazi interni, gli interventi hanno riguardato anche il rifacimento del tetto e degli infissi e il consolidamento dei solai, nel rispetto delle disposizioni della sovrintendenza.

Sono intervenuti anche Vania Nottoli dell’Anffas, il vice sindaco di Lucca Giovanni Minniti e Sara D’Ambrosio per la Provincia, oltre al consigliere regionale Stefano Baccelli che ha ringraziato la fondazione Cassa di Risparmio per aver contribuito alla rinascita di un quartiere critico di Lucca anche grazie al recupero di questo fabbricato dismesso «un valore aggiunto alla città che sempre di più si propone come luogo di opportunità».
 

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