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Altopascio, l’ex pugile confessa il delitto

di Luca Tronchetti
Altopascio, l’ex pugile confessa il delitto<br type="_moz" />

Richard Balestra ammette di aver sferrato il cazzotto fatale al pensionato. «Non ho saputo frenarmi dopo l’apprezzamento volgare rivolto alla mia fidanzata»

27 aprile 2024
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ALTOPASCIO. Ha confessato. A quasi sei mesi di distanza dal suo arresto – avvenuto nel giorno del suo ventesimo compleanno – Richard Balestra, 20 anni, dal primo novembre agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi per aver sferrato un cazzotto in pieno volto a Luigi Pulcini, 75 anni, pensionato, ha deciso di raccontare la sua verità al pubblico ministero Elena Leone ammettendo l’addebito: «Sì, ho sferrato un cazzotto a quel pensionato, ma non volevo certo ucciderlo». E il giovane, un ex pugile, nella sua lunga e articolata confessione ha confermato anche il motivo, sottolineato dagli inquirenti al momento dell’arresto, legato all’aggressione all’anziano: un pesante apprezzamento nei confronti della sua ragazza minorenne. «Ha usato una frase volgare nei suoi confronti. E di fronte a quelle parole grevi mi è andato il sangue alla testa. La rabbia di un attimo mi ha accecato: non ho saputo frenarmi e mi sono scagliato contro di lui colpendolo una sola volta con un pugno». Pulcini, cadendo all’indietro ha battuto la nuca sul marciapiede procurandosi il trauma cranico che lo portò alla morte avvenuta all’ospedale Cisanello di Pisa nove giorni dopo quell’aggressione senza mai riprendersi dal coma. Dopo averlo colpito e visto cadere a terra, il ventenne si sarebbe allontanato in fretta risalendo sull’auto.

La storia

Balestra – che nel corso dell’interrogatorio di garanzia avvenuto 72 ore dopo il suo arresto di fronte al gip Alessandro Dal Torrione si avvalse della facoltà di non rispondere – a fronte di prove evidenti e soprattutto della presenza di un supertestimone, ha deciso di collaborare con la procura e i carabinieri raccontando cosa avvenne alle 11 del 6 agosto 2023 all’esterno del bar “Il buon caffè” in piazza Umberto I ad Altopascio. Pulcini, per decenni titolare con la moglie di una pizzeria in centro a Roma, era al tavolo per la colazione e la lettura del giornale. Una frase ritenuta sgradita, uno sguardo frainteso. Balestra lo affronta e gli tira un cazzotto in faccia. E inizia la sequenza: la caduta del pensionato privo di sensi, la fuga dell’aggressore, che non soccorre l’aggredito, a bordo di una Fiat 500 e in compagnia della fidanzata. Tra l’altro, un’ora e mezzo dopo il fatto (un caso da manuale di omicidio preterintenzionale), il ventenne si presentò alla caserma dei carabinieri di Altopascio sostenendo di essere il responsabile dell’aggressione al pensionato. Ma rispetto alle immagini in possesso degli inquirenti e a certe risposte non chiare, inizialmente era stato denunciato per autocalunnia. I filmati inquadravano un giovane con la maglietta bianca, lui ai militari era andato con una nera presa a casa. E le indagini per alcuni mesi si arenarono in un binario morto. «Sì – ha ribadito nella confessione resa al magistrato – mi sono cambiato la t-shirt appena arrivato nella mia abitazione e sono andato in caserma con una maglietta nera». Ma inizialmente i carabinieri trovarono difficoltà visto che l’indagine era stata condotta in un contesto sociale particolarmente complesso con una cortina fumogena alzata da chi sapeva e taceva.

Rito alternativo

É probabile che ora il legale dell’imputato chieda per il suo assistito sia la revoca dei domiciliari, sia l’ammissione a un rito alternativo (abbreviato, patteggiamento) con il conseguente sconto di un terzo della pena oltre alle attenuanti generiche legate all’incensuratezza del ragazzo. Fondamentale è stata la deposizione di un supertestimone che, dopo l’aggressione, aveva seguito in auto la Fiat 500 con a bordo la coppia riconoscendo l’imputato. Tra l’altro nella vettura, posta sotto sequestro, sono state rinvenute alcune impronte, altre sarebbero state fatte sparire, dell’indagato e della sua fidanzata. l


 

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