Il Tirreno

Lucca

Femminicidio

Uccisa dal marito, l’ultimo abbraccio a Maria: il significato del pianto della figlia

di Michele Masotti
Uccisa dal marito, l’ultimo abbraccio a Maria: il significato del pianto della figlia

L’immagine della figlia Geanini che si adagia sul feretro della madre assassinata è il manifesto dell’atroce dolore di un’intera comunità per l’ennesimo femminicidio

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FORNACI DI BARGA. Don Giovanni Cartoni, parroco di Fornaci di Barga, aveva appena terminato un’accorata omelia quando Geanini, la figlia di Maria Batista Ferreira, si è alzata dalla panca in prima fila per adagiarsi sul feretro della madre, uccisa lo scorso 25 febbraio dal marito Vittorio Pescaglini. Lasciandosi andare in un pianto, carico di disperazione, davanti ai 150 fedeli che hanno affollato la chiesa di Cristo Redentore della frazione barghigiana per porgere l'ultimo saluto alla 51enne brasiliana. L'ennesima vittima di femminicidio, enorme piaga sociale che si ripropone quasi a cadenza quotidiana sul territorio nazionale, che ha sconvolto l'intera Valle del Serchio. Sono passate più di due settimane da quel maledetto pomeriggio, ma l'onda emotiva non si è ancora arrestata.

Un silenzio assordante

Alle 15,30, minuto più minuto meno l’arrivo del carro funebre davanti alla chiesa, Fornaci si ferma nuovamente. Le serrande dei negozi si abbassano e il silenzio esplode. Gli sguardi della gente, dei rappresentanti delle istituzioni, di amici e semplici cittadini, si incrociano alla ricerca di un cenno di tacito conforto. Ritratto di una comunità, sì ancora scossa, ma capace di inondare di solidarietà la figlia, arrivata dal Brasile grazie ai fondi raccolti dai Comuni di Barga e Fabbriche di Vergemoli. E rendere immortale il ricordo di Maria Batista Ferreira. Oltre ai primi cittadini Caterina Campani (Barga) e Michele Giannini (Fabbriche di Vergemoli), le loro amministrazioni comunali hanno sostenuto i costi delle esequie, tra le autorità non sono volute mancare Raffaella Mariani e Lucia Rossi, sindaci di San Romano e Careggine.
 

Violenza e indifferenza

Sono i punti focali dell’omelia di don Cartoni: «Violenza e indifferenza, che può fare ugualmente male quanto una coltellata» dice il giovane parroco che prendendo spunto da un brano del Vangelo di S.Giovanni, ha invitato l'intera collettività ad abbracciarsi vicendevolmente. «Caino non solo è stato il primo omicida, ma anche la prima persona ad essere indifferente del dolore degli altri- spiega - Tre anni fa a Filecchio, in occasione dell'inaugurazione della 90esima panchina rossa della provincia, avevo preso in prestito una riflessione di Liliana Segre che constatava come l'indifferenza sia la peggiore forma di violenza. Dobbiamo chiederci se noi siamo custodi gli uni degli altri». La vocazione del custodire espressa, per la prima volta, nel marzo 2013 da Papa Francesco nel corso della sua prima udienza generale. «Tutto il sangue versato a terra, grida al cospetto di Dio. Il nostro Signore non è indifferente. Questa tragedia ci ha messo davanti al mistero del male; certe volte l'uomo è il baratro mentre il suo cuore vegeta sprofondato negli abissi. Dobbiamo prenderci l'uno cura dell'altro».

L’abbraccio a Geanini

Al termine della celebrazione funebre, Geanini Batista Ferreira, prima di recarsi al cimitero di Loppia dove Maria Batista riposerà per sempre, ha raccolto l'abbraccio di tutte le persone che avevano apprezzato i valori umani della madre, sia nella vita di comunità che grazie alla sua professione di badante. Prima che il suo volto venisse, ancora una volta, bagnato dalle lacrime.

L'ultima diapositiva di una giornata impossibile da dimenticare per la Valle del Serchio è lo striscione, esposto da due attiviste del movimento "Non una di meno", rimarcante la vera natura di quanto subito da Maria Batista Ferreira. "Non è amore, nè raptus nè pazzia: è femmincidio"recita così il messaggio di parole in grado di arrivare al mittente.

 

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