Italia
Studente escluso dalla gita scolastica, il preside risponde alla mamma: «Ha cambiato il voto col bianchetto»
Lucca, il dirigente dell’istituto risponde in maniera dettagliata alla famiglia che aveva protestato
LUCCA. Continua a far discutere la vicenda dei tre alunni delle scuole medie esclusi dalla gita scolastica per presunti motivi disciplinari. La madre di uno dei ragazzi ha sollevato pubblicamente la questione, ponendo interrogativi che, al di là del merito e del caso specifico, stimolano il dibattito, alimentano la riflessione e meritano una risposta da parte dell’istituzione scolastica.
Nella giornata di ieri Il Tirreno ha provato nuovamente a interpellare il dirigente dell’istituto della Piana ma senza grande fortuna. Dopo aver avuto conferma dal vicario che in giornata il dirigente avrebbe inviato al quotidiano una nota sulla vicenda, siamo rimasti sorpresi nel non riceverla e ce ne rammarichiamo.
L’importante, però, è che tale lettera di spiegazione sia arrivata alla madre del ragazzo, che gentilmente ce l’ha fornita. Il nocciolo della vicenda è che secondo il consiglio di classe il ragazzo è riottoso e per di più avrebbe cambiato il voto di una verifica col bianchetto.
La motivazione della scuola
«L’esclusione dell’alunno (omettiamo il nome trattandosi di un minore, ndr) dal viaggio di istruzione sulla neve – si legge nella nota del preside – non è conseguenza di una sanzione disciplinare, ma di una unanime riflessione prudente e responsabile del consiglio di classe. Tale possibilità era espressamente prevista nel patto di corresponsabilità: “La partecipazione alle uscite didattiche e alle visite di istruzione è subordinata al comportamento della classe e dei singoli alunni. Il comportamento viene valutato in sede di consiglio di classe”. (...) Per quanto concerne le questioni di merito non condivido alcune delle sue osservazioni: non è tema di inclusività – scrive il preside – ma di sicurezza, non è decisione del collegio docenti, ma del consiglio di classe. Lo studente non è stato escluso per futili motivi ma per i continui episodi di riottosità nei confronti dei docenti e dei compagni, alcuni segnalati nel registro on-line, altri sul registro di classe, altri non segnalati perché reiterati troppe volte e di cui lei era stata messa al corrente. Ed inoltre cambiare il voto di una verifica scritta, a mio avviso, non causa una motivazione futile. La ragione dell’esclusione, dunque, sta interamente nel fatto che il docente accompagnatore deve poter vigilare con la dovuta serenità e deve poter contare sulla piena collaborazione degli alunni. In caso contrario l’iniziativa non è realizzabile e il problema del “tutti o nessuno” non si porrebbe perché nessun docente, considerate le grosse responsabilità che sta per assumere, sarebbe disponibile ad accompagnare la classe».
La reazione della madre
La madre, prende atto della risposta del preside, ma spiega che pur essendo stata informata dell’episodio del bianchetto e concordando sulla necessità di un provvedimento, non le era mai stata paventata l’ipotesi dell’esclusione dalla gita scolastica, a suo giudizio eccessiva. Al di là di chi ha ragione e chi ha torto, la vicenda fa discutere e pone interrogativi non scontati da un punto di vista pedagogico (quando una punizione può dirsi giusta?) e di gestione dei rapporti. Dell’affaire si è interessato il sindaco di Capannori Luca Menesini il quale, dopo aver preso informazioni da ambo le parti, auspica che si possa arrivare a un chiarimento dettato dal buon senso.
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